Una montagna di domande di pensione anticipata sono pervenute all’Inps in questi primi mesi del 2019. Le novità previdenziali introdotte dall’ultima manovra finanziaria hanno notevolmente aumentato le possibilità di quiescenza per i lavoratori che, probabilmente, impauriti da quello che successe di colpo con la riforma Fornero, stanno cogliendo al volo le nuove possibilità di uscita. Per quota 100 pare siano state presentate più domande di quelle che si prevedevano inizialmente, ma non c’è solo questo a formare quello che “il Sole 24 Ore” definisce un fiume in piena di domande di pensione.

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Stando ai numeri, ad inizio aprile per gli altri 3 canali di uscita anticipata previsti, cioè Ape sociale, quota 41 ed opzione donna, sarebbero quasi 35mila le domande presentate. Le istruttorie delle pratiche sono in corso e l’Inps, dopo aver aperto ad una liquidazione straordinaria delle pensioni per il 7 aprile, sembra intenzionata ad aprirne un’altra tra il 20 ed il 29 aprile.

Molte domande per opzione donna

La Fornero di colpo spostò in avanti nel tempo i requisiti di accesso alle Pensioni causando un allontanamento delle pensioni anche a soggetti che prima della sua riforma erano ormai vicinissimi alla quiescenza.

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Questo è probabilmente un ricordo indelebile nelle menti dei lavoratori che adesso corrono a presentare domanda per sfruttare le nuove occasioni di uscita anticipata, temendo peggioramenti normativi in un prossimo futuro. In pratica, “meglio la gallina oggi che l’uovo domani”, questo il motto che molti adottano oggi. Gli enormi numeri di domande per la quota 100 sono influenzati anche dal meccanismo di uscita dei lavoratori della scuola che sono costretti a presentare istanza di cessazione entro la fine di febbraio di ogni anno per quiescenze che partono solo a settembre.

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Pensioni

È probabile che man mano che passano le settimane le domande di pensionamento ritorneranno sui numeri previsti dal governo in sede di varo della manovra. Per adesso però, l’Inps è alle prese con una mole enorme di domande che non riguardano solo la quota 100. A fine marzo per esempio, sarebbero state inoltrate all’istituto quasi 11.000 domande per opzione donna, la domanda di pensione per le lavoratrici con 58 anni di età (59 per le autonome) e 35 di contributi con requisiti completati al 31 dicembre 2018.

Nonostante l’inevitabile perdita in termini di assegno pensionistico con opzione donna, figlia del ricalcolo contributivo della pensione, la misura sembra stia riscuotendo notevole appeal.

Le altre vie di uscita

Non è ancora la quota 41 per tutti che molti lavoratori chiedono e che sembra l’obiettivo finale della riforma del governo giallo-verde, ma lo scivolo per precoci funziona. Lo dimostrano anche in questo caso i numeri delle domande riportati dal quotidiano “Il Sole 24 Ore”.

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La quota 41 per precoci, cioè per chi ha almeno un anno dei 41 di contributi necessari, versati prima del diciannovesimo anno di età ad inizio aprile presentava circa 14.000 richieste all’Inps che avrebbe già provveduto a liquidarne 1.312. Disoccupati, invalidi, soggetti con invalidi a carico e lavori gravosi sono le aree di applicazione di questa quota 41, le medesime dell’Ape sociale, altro canale di uscita che nel primo trimestre del 2019 ha prodotto 9.600 domande di pensione delle quali 1.453 già accolte.

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