Brutta sorpresa per molti pensionati con assegni sopra € 1.522 lordi al mese. Andando a riscuotere la loro pensione con il rateo di aprile cinque milioni e mezzo di pensionati circa troverà una pensione inferiore di quella che ha percepito a gennaio, febbraio e marzo 2019. La legge di Bilancio ha previsto un nuovo sistema di calcolo dell’adeguamento delle Pensioni al tasso di inflazione e questo nuovo sistema, evidentemente penalizzante per questi pensionati, entra in vigore proprio oggi, primo giorno utile per l’accredito delle pensioni di aprile.

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Come funziona il nuovo meccanismo

L’Inps ha adeguato le pensioni all’aumento del costo della vita dell’1,1% (l’inflazione Istat) con le regole vecchie perché non ha potuto recepire le novità della legge di Bilancio in tempo utile, essendo arrivata l’approvazione della manovra finanziaria solo alla vigilia della notte di San Silvestro 2018. Le novità introdotte dalla legge di Bilancio quindi entrano in vigore proprio da oggi, con l’Inps che ha provveduto a ricalcolare le pensioni proprio con queste novità.

Per le pensioni fino a 3 volte il minimo, cioè fino a 1.521 euro lordi al mese nulla cambia perché sia il vecchio sistema basato su tre fasce che il nuovo su sette fasce, prevedono la cosiddetta indicizzazione piena, al 100%. Per le pensioni sopra 1.521 euro e fino a 4 volte il minimo, cioè 2.028 euro circa al mese, sempre al lordo delle tasse, la rivalutazione scende al 97%. Per quelle ancora superiori e fino a 2.535 euro (5 volte il trattamento minimo), rivalutazione del 77%. Le nuove fasce come dicevamo sono 7 e si continua con il 52% per le pensioni fino a 3.042 euro, il 47% per le pensioni fino a 3.549 euro, il 47% per quelle fino a 4.056 euro, il 45% per quelle fino a 4.563 euro ed il 40% per quelle ancora più alte.

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Alle aliquote ridotte in maniera sostanziale soprattutto per le pensioni a partire da quelle sopra le cinque volte il trattamento minimo si deve aggiungere un cambio di meccanismo. Infatti il vecchio sistema prevedeva un adeguamento scaglionato, con la pensione divisa in quote e col le aliquote che si applicavano solo sulla quota di pensione in eccedenza rispetto allo scaglione precedente. Adesso invece l’aliquota di adeguamento è applicata sull’intero importo della pensione.

Gli aumenti del primo trimestre vanno restituiti

Il nuovo meccanismo di indicizzazione sarà in vigore fino al 2021.

Secondo un eloquente articolo del quotidiano “Il Giornale”, il taglio per i pensionati si avvertirà molto bene. Infatti dalle stime del quotidiano già per una pensione da 2.500 euro lordi al mese nei tre anni di applicazione del nuovo sistema si andranno a perdere circa 320 euro. Se oggi è il giorno delle pensioni ricalcolate al ribasso, occorre ricordare che per i primi 3 mesi del 2019 i pensionati interessati da questo cambiamento di calcolo, dovranno restituire anche quanto incassato di più. Un conguaglio a favore dell’Inps che dovrebbe essere oggetto di una richiesta di restituzione da parte dell’Istituto probabilmente per il mese di giugno, all’indomani della tornata elettorale per le europee.

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