Pensioni anticipate grazie ad un maxi scivolo di cinque anni per i lavoratori di aziende con almeno 1.000 dipendenti. La norma, inserita del decreto Crescita attraverso un emendamento a firma Lega e Movimento 5 Stelle, è diventata legge dopo la pubblicazione, sul supplemento ordinario n. 26/L alla Gazzetta Ufficiale n. 151 del 29 giugno 2019, del testo approvato dal Parlamento. La misura viene introdotta in via sperimentale soltanto per gli anni 2019 e 2020.

Scivolo di cinque anni, novità per la pensione dei lavoratori delle grandi imprese

Una delle più attese novità introdotte dalla legge 28 giugno 2019 n. 58, il cosiddetto decreto Crescita, riguarda quindi il settore previdenziale che, grazie all’introduzione del nuovo “contratto di espansione”, consente ai lavoratori delle aziende con almeno 1.000 dipendenti e impegnate in attività di trasformazione tecnologica, di anticipare la pensione, purché si trovino a non oltre 60 mesi dal raggiungimento dei requisiti anagrafici previsti per l’età pensionabile ed abbiano versato almeno 20 anni di contributi.

La norma, introdotta in via sperimentale, come detto, solo per i prossimi due anni, potrà essere attivata in via esclusiva solo dall’azienda, in quanto unica finanziatrice dello scivolo che permetterà ai lavoratori in possesso dei requisiti descritti di beneficiare di una indennità pari all’assegno previdenziale lordo maturato al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

Il vantaggio per le aziende che decideranno di ricorrere al contratto di espansione è quella di agevolare il turn over generazionale, soprattutto se l’azienda si trova in una fase di trasformazione con il passaggio a nuove tecnologie che richiedono l’ingresso in azienda di professionalità adeguatamente formate.

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Pensioni M5S

Possibilità di ridurre l’orario di lavoro

Le novità introdotte dal decreto Crescita per le grandi imprese in fase di trasformazione tecnologica non si fermano alle pensioni in quanto è prevista anche la possibilità, per i lavoratori che non hanno maturato i requisiti per l’accesso al maxi scivolo di cinque anni, di ridurre l’orario di lavoro per favorire l’ingresso in azienda di nuovi lavoratori. In questo caso, a corrispondente riduzione di stipendio sarà compensata con una integrazione salariale a carico dell’Inps.

Secondo quanto riportato dalla relazione tecnica che accompagna il provvedimento, le aziende potenzialmente interessate ad applicare la norma, cioè che contano almeno mille dipendenti, sono 381, con una platea di ipotetici beneficiari, sia per quanto riguarda il maxi scivolo che la riduzione di orario, stimata in un totale di 1,1 milioni di lavoratori.

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