Da un lato c'è chi non riesce ad accedere all'agognata pensione nonostante decenni di versamenti alle proprie spalle. Dall'altro lato chi percepisce un assegno dall'importo basso, ma senza aver mai versato nemmeno un anno di contributi previdenziali all'Inps. Sono le contraddizioni che caratterizzano la nostra pubblica amministrazione e che risultano al centro di un nuovo intervento sul Corriere della Sera ad opera dell'esperto di previdenza Alberto Brambilla (Presidente del centro studi Itinerari Presidenziali).

Pensioni, i numeri su tasse e contributi mettono in risalto le contraddizioni del nostro Paese

Non è facile districarsi tra i numeri del nostro bilancio previdenziale, ma quando ci si prova quello che emerge desta evidentemente qualche dubbio (se non una legittima preoccupazione rispetto alla tenuta e all'evoluzione dei conti). In Italia l'insoddisfazione è percepita in fasce sempre più vaste della popolazione, ma spesso ci si dimentica di dire che il welfare e la previdenza restano pagate solo da una piccola parte dei contribuenti.

Basti pensare alle tasse: secondo gli ultimi dati "il 12,28% degli italiani paga quasi il 60% di tutta l'Irpef" spiega Brambilla, mentre "il 46% ne paga solo il 2,62%, cui si aggiunge un altro 14% che paga un Irpef inferiore alla spesa procapite". Non va meglio se si osserva la situazione dal punto di vista dei versamenti contributivi. Infatti, "oltre la metà dei pensionati prenderà pure Pensioni basse, ma non ha mai versato un euro".

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Pensioni

Il fact checking sulla situazione del sistema previdenziale e le implicazioni politiche

Resta il fatto che davanti ad una simile situazione sia inevitabile interrogarsi tanto su alcune scelte politiche compiute in passato, quanto sulle istanze dalle quali partono annunci e propositi elettorali. D'altra parte, i problemi ben noti del nostro sistema previdenziale pubblico sono stati affrontati finora con Manovre restrittive alle quali sono seguiti interventi "spot" volti a sistemare situazioni specifiche.

Una strategia che di fatto difficilmente può risolvere in senso definitivo la necessità di maggiore flessibilità da parte dei lavoratori e che al contempo è risultata onerosa per le casse pubbliche. Bisogna poi tenere conto che problemi similari non riguardano solo la previdenza o la ripartizione degli obblighi fiscali, ma anche l'assistenza. Un capitolo che assieme a quello pensionistico risulta spesso protagonista all'interno dei programmi elettorali e che occupa una parte importante del bilancio pubblico, oltre che degli spazi nei dibattiti politici e all'interno dei talk show.

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