Sono passati circa 7 mesi dalla bozza di intesa di dicembre 2018 per quanto concerne il rinnovo del contratto dei dirigenti scolastici e finalmente ieri si è arrivati alla fumata bianca. Lunedì 8 luglio presso l'Aran è stato firmato il rinnovo del contratto dei dirigenti scolastici. Un rinnovo arrivato in considerevole ritardo, basti pensare che nello stesso comparto della Pubblica Amministrazione, cioè nella scuola, il rinnovo del contratto per docenti e insegnanti è arrivato già con l'allora governo PD del Premier Gentiloni, circa 18 mesi fa.
Il rinnovo infatti si riferisce al triennio 2016-2018. L'attesa è finita e a compensazione del tempo trascorso dal punto di vista dello stipendio governo e sindacati hanno sottoscritto un rinnovo che prevede un autentico maxi aumento. Come riportano i più autorevoli siti di informazione sulla scuola ed anche quotidiani a tiratura nazionale come il Corriere della Sera, l'accordo prevede un aumento di stipendio netto di circa 650 euro al mese con tanto di arretrati. Vediamo adesso nello specifico cosa prevede il contratto sottoscritto ieri e quando partirà l'erogazione di arretrati ed aumenti stipendiali.
Maxi scatto dello stipendio
Come riporta il Corriere della Sera il maxi aumento tra parte di stipendio tabellare e retribuzione fissa è di circa 900 euro lordi a dirigente.
Si parte da 135 euro di aumento lordo tabellare mentre per la retribuzione fissa si sale da 3.500 euro annui a 12.500, sempre al lordo delle tasse. Dal punto di vista delle dotazioni, nulla di nuovo è stato inserito dal governo, poiché come detto in premessa, i soldi stanziati provengono dalla manovra di Bilancio del governo Gentiloni nella misura di 174 milioni spalmati in 37, 41 e 96 milioni rispettivamente per gli anni 2018, 2019 e 2020. I dirigenti andranno alla cassa, cioè riceveranno gli aumenti con arretrati, probabilmente a settembre, con il primo cedolino di stipendio del nuovo anno scolastico. Finisce così la lunga querelle sulle differenze di retribuzione tra dirigenti delle PA, perché stando ai numeri da sempre i dirigenti della scuola sono i meno stipendiati di tutti i pari grado delle altre Pubbliche Amministrazioni, andando a guadagnare un terzo di meno.
Equiparazione tra dirigenti della PA
Il nuovo contratto contiene quindi un netto aumento di stipendio per i dirigenti scolastici, un aumento frutto come già detto dell’equiparazione economica agli altri dirigenti delle Pubbliche Amministrazioni. Entrando nello specifico dei numeri, come è ben evidenziato dal sito di settore "orizzontescuola.it" che pubblica la copia delle 57 pagine di cui consta il nuovo contratto, l'aumento netto nel cedolino per ciascun dirigente scolastico sarà di circa 600 euro al mese. La parte fissa prevede esattamente 154,90 euro al mese di aumento lordo, cioè più o meno 100 euro netti in più nelle tasche dei Ds. Sempre per la parte fissa ci sono le cifre provenienti dalla manovra finanziaria di due anni fa con un aumento di 540 euro netti a partire dall'anno 2020. La retribuzione fissa di ogni Ds quindi passa da 3.556,69 a 12.565,11 euro annui a partire dal 31 dicembre del 2018.