"Le Pensioni anticipate a quota 100 vanno cambiate". A dirlo è Alberto Brambilla, già sottosegretario al Welfare dei governi Berlusconi dal 2001 al 2006 e "padre putativo" della stessa riforma delle pensioni a quota 100. Dalla quale, comunque, oggi il presidente di Itinerari previdenziali prende le distanze perché la misura non è stata varata nel modo in cui aveva previsto. E nemmeno gli effetti di abbattimento della riforma Fornero, come auspicati da Matteo Salvini e dall'ex Governo gialloverde, sono stati e saranno, nel triennio 2019-2021, quelli sperati.

E propone misure di flessibilità in uscita con la stessa Q100, nell'intervista concessa a Il Foglio, con la previstione dell'innalzamento dell'età minima di uscita a 64 anni dal 2021.

Pensioni anticipate, con uscita a quota 100 a 64 anni: ultime notizie di oggi

Tre sono le tematiche elencate di Alberto Brambilla sulle pensioni anticipate a quota 100. Innanzitutto la misura dovrebbe rimanere così com'è nel 2020 e, dunque, dovrebbe essere confermata dalla legge di Bilancio di fine 2019.

La quale, però, dovrebbe già prevedere la rimodulazione dello strumento per l'anno successivo, il 2021. Lasciare la quota immutata per il 2020 significa garantire la continuità dei patti del Governo con i lavoratori che stanno per lasciare il lavoro: le persone fanno progetti, anche con accordi di uscita con le aziende e non sarebbe corretto operare stravolgimenti senza un largo preavviso. In secondo luogo, gli effetti delle pensioni anticipate della misura andranno dissolvendosi definitivamente già a partire dal prossimo anno: già nel 2019 le risorse necessarie per coprire la misura sono state inferiori a quelle preventivate, con risparmi che si sommeranno a quelli del 2020.

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Infatti, se nel 2019 le domande di uscita con la nuova misura di pensionamento sono state circa 160 mila, per il prossimo anno Brambilla prevede che non si andrà oltre le 50 mila richieste ed il motivo è presto spiegato. Da gennaio 2020, infatti, l'80 per cento dei lavoratori che potrebbero uscire con quota 100 ricadranno nel meccanismo misto, a metà strada tra il retributivo ed il contributivo. Andare in pensione anticipata con il meccanismo della quota significherebbe una decurtazione dell'assegno di pensione del 10 per cento: in molti coglieranno questo svantaggio come disincentivo ad aderire alla quota 100.

Pensione anticipata e riforma pensioni Fornero: fallimento quota 100 e flessibilità in uscita dal 2020

Dunque, se nel 2019 per le pensioni anticipate a quota 100 sono stati spesi quattro miliardi di euro, nel prossimo anno se ne risparmieranno tre ed altrettanti per la mancata spesa relativa al reddito di cittadinanza. Ma dal 2021 occorrerà una profonda riforma delle pensioni a quota 100, introducendone elementi di flessibilità in uscita.

Dato il fallimento dello strumento a superare la rigidità della riforma Fornero, occorrerà innalzare l'età minima a 64 anni. "In fin dei conti - spiega Brambilla - sono pochi i lavoratori che a 62 anni di età possono vantare già 38 anni di contributi. Dunque sarebbe necessario innalzare il requisito anagrafico di uscita a 64 anni, lasciando la libertà di scelta di uscire con quota 100 fino ai 70 anni di anzianità, sempre in presenza di 38 anni di contributi".

Tuttavia, occorrerà intervenire proprio sul meccanismo della riforma Fornero che lega l'età della pensione all'aspettativa di vita: quota 100 ha sospeso l'indicizzazione per le pensioni anticipate per 8 anni ma occorrerà che, al termine della sperimentazione, questa sterilizzazione diventi definitiva.

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