Rivedere la riforma delle Pensioni targata Fornero varata otto anni fa dal Governo Monti sostenuto in Parlamento dalla maggioranza parlamentare di larghe intese che andava dal Pd a Forza Italia. Questa una delle principali richieste del leader della Cgil Maurizio Landini al governo guidato dal premier Giuseppe Conte e sostenuto dalla maggioranza parlamentare composta dal Partito democratico guidato da Nicola Zingaretti e dal Movimento 5 stelle guidato da Luigi Di Maio.

Pensioni, per il leader della Cgil occorre rivedere la legge Fornero

Secondo il segretario del sindacato rosso la Quota 100 non affronta i problemi complessivamente generati dalla legge Fornero che nel 2011 aumentò in maniera drastica l’età pensionabile (oggi a 67 anni più 20 anni di contributi sia per gli uomini che per le donne) e introdusse pesanti penalizzazioni sui prepensionamenti, determinando così ricadute negative sul mondo del lavoro in generale, con gli ultra sessantenni costretti a lavorare a prescindere dalle mansioni svolte e i giovani costretti a restare disoccupati o a emigrare all’estero. “La revisione della legge Fornero – ha detto Landini - va fatta e non ci dicano la balla – ha sottolineato - che con Quota 100 è già fatto”.

Questo uno dei passaggi dell’intervento del leader della Cgil alle Giornate del Lavoro in corso a Lecce contro la tanto discussa legge Fornero.

Secondo Landini le pensioni Quota 100 non risolvono il problema

“Non dico – ha aggiunto Maurizio Landini come riporta l’agenzia di stampa AdnKronos - che va fatto domani, ma questo nuovo governo – ha evidenziato - deve affrontarlo”. E’ chiaro che la questione della riforma complessiva della legge Fornero non potrà essere affrontata con la manovra di bilancio per il 2020 sulla quale sta lavorando in questi giorni il governo giallorosso.

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Pensioni

C’è la necessità di tempi più lunghi e ne è consapevole il leader della Cgil. Dalla legge di Bilancio 2020 ci si attende, però, sul fronte previdenziale la conferma delle pensioni anticipate con Quota 100 ma anche del reddito e della pensione di cittadinanza, le misure simbolo del precedente governo M5s-Lega, la cui sperimentazione sarà confermata dall’attuale governo fino ad esaurimento, così come ribadito due giorni fa anche nel corso della riunione a Palazzo Chigi tra il premier e i leader di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Maurizio Landini, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo.

Non si sa ancora se troveranno spazio nella manovra la proroga del regime sperimentale di Opzione donna e la Quota 41 per i lavoratori precoci misure attese da migliaia di lavoratori e di cui adesso sembra si parli sempre di meno.

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