"Io se fossi ministro dell'Economia eliminerei quota 100 ma ci atterremo a quello che farà il Governo", lo ha spiegato il senatore di Italia Viva Matteo Renzi dopo aver appreso la volontà del nuovo esecutivo giallo-rosso di confermare il sistema delle quote voluto dalla Lega nella prossima Legge di Stabilità fino al termine della sperimentazione prevista per il 2021.

Renzi contrario a Quota 100

"Non saremo i pierini del Governo ma cercheremo di dare una mano", ha aggiunto ancora l'ex Premier che da poco ha fondato il suo nuovo partito lasciando definitivamente il Partito Democratico. Il nuovo Documento di Economia e Finanza, infatti, è atteso per la fine di settembre e servirà per quantificare le risorse finanziarie che l'esecutivo dovrà mettere sul piatto per gli interventi da far salire sul treno della Stabilità.

Come ormai noto, la Quota 100 è stata nuovamente confermata dopo tanti tira e molla anche se, la misura potrebbe non essere più prorogata e, quindi, sembra destinata a scomparire. Tuttavia, l'ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi si è dimostrato sin da subito contrario alla riforma previdenziale sbandierata dal precedente Governo giallo-verde visto che, gli ingenti costi richiesti dall'intervento non sarebbero stati sostenibili nel lungo periodo.

Stando a quanto affermato da "TgCom 24", infatti, lo stesso Renzi, ha espresso tutta la sua contrarietà sulla conferma di Quota 100 fino al termine della sperimentazione ma nello stesso tempo ha affermato che appoggerà il nuovo esecutivo anche nelle scelte che non riterrà corrette. Ciò, potrebbe essere uno dei motivi per il quale ha preferito la scissione con il Partito Democratico e fondare il nuovo movimento politico.

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Per Tridico non ci saranno modifiche

Cosa assai diversa, invece, l'opinione del Presidente dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale Pasquale Tridico che continua a difendere Quota 100 affermando che non ci saranno modifiche e che la misura sbandierata dalla Lega terminerà correttamente la sperimentazione. Tuttavia, viste le minori adesioni rispetto a quanto preventivato dal Governo giallo-verde, il sistema delle quote potrebbe non comportare costi così elevati oltre a portare alle casse statali circa quattro miliardi di euro di risparmi.

"Non mi risulta che ci saranno cambiamenti, del resto è un'opzione, così come un'altra, e tra tre anni tutto tornerà come prima", ha spiegato l'economista. Difatti, dopo i tre anni di Quota 100, la finestra che consente di anticipare l'uscita a partire dai 62 anni di età anagrafica unitamente ai 38 anni di versamenti contributivi dovrà essere chiusa in via definitiva. Lo stesso Tridico, inoltre, si sarebbe soffermato sull'ipotesi di istituire un fondo integrativo che possa funzionare anche da pensione di garanzia per i giovani.

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