La Lega potrebbe tornare a proporre un referendum sulla Pensioni, probabilmente per l’abolizione della riforma targata Fornero. Ad annunciarlo, nel corso di un intervento in diretta su 7 Gold, è il leader del Carroccio Matteo Salvini che del superamento della legge Fornero ne ha fatto ormai da anni un cavallo di battaglia e che in questi giorni continua a difendere la Quota 100, la misura previdenziale introdotta dal governo gialloverde che consente l’accesso anticipato alla pensione a 62 anni e con 38 anni contributi.

Pensioni, le ultime dichiarazioni di Salvini

"Il popolo a Roma – ha detto l’ex premier criticando il nuovo governo giallorosso - è stato tenuto fuori dal palazzo”. Poi, parlando della riforma delle pensioni, ha parlato di eventuali quesiti referendari per consentire agli italiani di esprimersi. “Ci sono i referendum, ci sono i sindaci e i governatori. Se vogliono tornare alla legge Fornero – ha sottolineato Matteo Salvini in diretta su 7 Gold - chiederemo agli italiani di darci una mano".

Dichiarazioni che sono state rilanciate dall'agenzia di stampa La Presse.

Già nel 2015, come si ricorderà, la Lega raccolse più di 500mila firme e propose il referendum abrogativo della legge Fornero varata nel 2011 dal governo guidato dall’ex premier Mario Monti sostenuto in Parlamento dalla maggioranza di larghe intese che andava dal Partito democratico (allora guidato da Pierluigi Bersani) a Forza Italia (guidata da Silvio Berlusconi).

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Pensioni Matteo Salvini

Le firme raccolte dalla Lega furono convalidate dalla Corte di Cassazione ma la Corte Costituzionale giudicò poi inammissibile il quesito referendario proposto.

‘Chiederemo aiuto agli italiani sulle pensioni’

Salvini adesso non esclude di tornare alla carica e insistere sul referendum nel caso in cui il nuovo governo volesse “tornare alla legge Fornero”, per usare le sue parole. In realtà la legge Fornero non è mai stata abolita ma “semplicemente” superata, solo in alcuni casi, con la formula Quota 100 che consente l’accesso alla pensione anticipata a 62 ma non a tutti, solo a chi oltre a questa età anagrafica ha raggiunto anche 38 anni di anzianità contributiva.

Misura già chiesta da circa 170mila lavoratori che, secondo le previsioni dell’Istituto nazionale per la previdenza sociale guidato dal presidente Pasquale Tridico, dovrebbero salire fino a 200mila entro la fine del 2019.

La Quota 100, introdotta in via sperimentale per tre anni, durerà fino ad esaurimento, come ha spiegato il ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri assicurando le risorse per la conferma nella legge di Bilancio 2020.

Non si capisce ancora se troveranno spazio nella manovra la proroga del regime sperimentale di Opzione donna e la Quota 41 per i lavoratori precoci, misure attese da miglia di lavoratori per poter andare in pensione.

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