Il tema Pensioni resta particolarmente caldo. Da tempo, soprattutto tra i sindacati, si chiede un occhio di riguardo per chi ha iniziato a lavorare presto, i cosiddetti precoci, o è impiegato in mansioni particolarmente usuranti. Esistono già leggi e possibilità di uscita ad hoc, ma spesso non sono sufficienti a garantire trattamento a chi potrebbe averne necessità. È il caso di Roberto, operaio in un'azienda produttrice di sanitari che, nel corso della trasmissione Di Martedì, ha raccontato come la sua figura professionale non sia contemplata tra quelle che potrebbero aderire a Quota 41, dedicata ai cosiddetti lavori usuranti.

Ha iniziato a lavorare a 15 anni

In un servizio mandato in onda durante la trasmissione condotta da Giovanni Floris è stato posto il caso di un uomo che ha iniziato a lavorare a 15 anni come magazziniere per poi spostarsi a 17 in un'azienda che produce sanitari. Tecnicamente la sua mansione è quella del "colatore", ossia di colui che si occupa di far colare un liquido all'interno di stampi. Intervistato dalla giornalista Silvia Ciufolini, il diretto interessato sottolinea come il suo lavoro sia un qualcosa di ripetitivo e che lo obbliga a restare a lungo in piedi.

"Avrei - rivela - bisogno di mettermi seduto". Il suo impiego ha ormai raggiunto i 36 anni di servizio e l'età, così come il logorio, iniziano presentare il conto attraverso dei problemi alla schiena, alle braccia e con la necessità di lavorare con una pancera fissa tutti i giorni. A ciò si aggiunge il fatto che l'impegno nelle rifiniture dei manufatti lo espone alla polvere di silice potenzialmente cancerogena..

Fuori da Quota 41

Il focus di "Di martedì" pone il problema su fatto che mestieri come questi non vengono inglobati all'interno delle professioni usuranti che danno accesso a Quota 41, ossia la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contribuzione indipendentemente dall'età.

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Pensioni Affari E Finanza

Attualmente la legge lo pone nelle condizioni di dover aspettare la pensione di anzianità, ottenibile con 42 anni e 10 mesi. "Dovrei - ha detto - aspettare fino a 62 anni". Inevitabile per chi si sente addosso il peso di tanti di anni di lavoro far emergere la rabbia nei confronti di chi, ai tavoli del potere, si occupa di gestire il destino di milioni di lavoratori che aspirano alla pensione. "Questi politici - ha tuonato - dovrebbero mandarli a lavorare e fare quello che faccio io". L'esperienza, a suo avviso, rappresenterebbe il miglior modo per prendere le decisioni più corrette.

"Dovrebbero decidere - evidenzia - dopo averlo provato e scegliere a che età andare in pensione. Quando uno - chiosa - ha lavorato 41 anni facendo questi lavori pesanti penso sia più che giusto che vada in pensione".

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