Dopo anni in cui il pubblico Impiego ha vissuto una fase di stallo in tema nuove assunzioni, lo Stato ha disposto, per la Pubblica Amministrazione, lo sblocco del turn over ovvero del meccanismo secondo cui per ogni unità che cessa il rapporto di lavoro per pensionamento o altre cause ne subentra un’altra attraverso concorso o scorrimento di graduatorie precedenti.

Per le sole Amministrazioni locali come Regioni o Enti locali, si potrà addirittura superare il mero turn over con rapporto 1 ad 1 e sarà possibile effettuare ancora più assunzioni, vincolandole a parametri differenti dai pensionamenti; non si terrà più conto delle uscite dei dipendenti ma della disponibilità dei bilanci.

Quanto precedentemente descritto è stato confermato dalla ministra della Funzione Pubblica Dadone in un’intervista recentemente rilasciata ove specificava che si mira a potenziare l’efficienza nei pubblici uffici in modo da ottimizzare le risposte da fornire al cittadino.

I numeri e le modalità delle nuove assunzioni

Visti i numerosi pensionamenti nei differenti comparti della pubblica amministrazione, l’obiettivo dell’esecutivo è quello di rimpiazzare i lavoratori che hanno cessato il proprio lavoro nel recente passato o lo faranno di qui a breve.

Tale obiettivo verrà concretizzato attraverso l’assunzione di nuovi 150.000 dipendenti per i prossimi tre anni per un totale di 450.000 dipendenti circa.

Per reperire questo personale si andrà ad attingere alle graduatorie ancora in essere e, solo qualora quest’ultime scadano o vengano esaurite, saranno indetti nuovi concorsi che interesseranno vari comparti del pubblico impiego. Solo per il comparto Scuola sono previsti circa 48.000 mila nuovi ingressi distribuiti equamente nel prossimo biennio.

I termini di assunzione per le Regioni sono già disponibili

Dall'inizio del 2020, secondo le direttive contemplate in un primo provvedimento attuativo relativo al nuovo "Decreto Crescita", le Regioni saranno classificate in cinque diverse fasce le quali prevedono altrettanti tetti di spesa calcolati tenendo conto di alcuni parametri come ad esempio il numero di abitanti.

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In considerazione di queste fasce le Regioni avranno facoltà, sempre tenendo conto dei vincoli di bilancio e del fabbisogno di personale che si evince dal piano triennale, di aumentare la spesa per il personale relativo all'anno 2018 in misura non maggiore del 10% nel 2020.

Per una buona parte delle nuove assunzioni le coperture finanziarie erano già state stanziate da altri governi nelle manovre precedenti; per altre, che interessano le amministrazioni locali, gli enti territoriali stessi dovranno farsene carico.

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