Emergono novità sul rinnovo dei contratti dei dipendenti della Pubblica Amministrazione per il triennio 2019-2021: secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, il Governo Conte bis starebbe tentando di giocarsi la carta del "memorandum", una sorta di trattativa a tutto campo sugli aumenti degli stipendi dei dipendenti del pubblico impiego e di altre regole lasciate in sospeso in tema di riforma della Pubblica amministrazione in cambio della revoca dello stato di agitazione promosso dai sindacati. Le cifre messe in campo per il finanziamento del rinnovo dei contratti degli statali, a regime dal 2021, ammontano a circa 3,4 miliardi di euro, risorse che dovrebbero assicurare qualche euro in più di aumento di stipendio rispetto agli 85 euro medi lordi stanziati per dipendente del pubblico impiego nello scorso rinnovo dei contratti.

Rinnovo contratti statali 2019-2021: ultime novità di oggi su aumenti stipendi

Quella del "memorandum" è la proposta fatta filtrare da Palazzo Vidoni dove il Ministro della Funzione pubblica, Fabiana Dadone è riuscita a spostare risorse per il rinnovo dei contratti statali dalla Manovra 2020 pari a 3, 375 miliardi di euro. È questo lo stanziamento a regime, dal 2021, per i nuovi contratti nella Pubblica amministrazione. Con tali risorse, secondo i tecnici del Governo, si arriverebbe ad aumenti medi dello stipendio dei dipendenti del pubblico impiego pari a 96 euro lordi mensili, più degli 85 euro medi con i quali si erano incrementate le buste paga degli statali con il rinnovo del 2016-2018.

Tuttavia, i ritardi accumulati dal blocco del rinnovo dei contratti pubblici per circa un decennio prima del nuovo contratto avutosi tra la fine del 2017 e l'inizio del 2018 valido per l'intero triennio scorso, si fanno sentire, tanto è vero che le tensioni dei sindacati crescono. Infatti, se è vero che con l'ultimo rinnovo dei contratti della Pubblica amministrazione gli stipendi sono cresciuti, mediamente, del 3,5 per cento (secondo i dati dell'Aran, l'agenzia che porta avanti la trattativa per il rinnovo dei contratti con i sindacati) rispetto all'1,3 per cento del settore privato, prendendo i dati dal 2010 al 2018 (ovvero del periodo del blocco dei rinnovi) la situazione cambia radicalmente.

Infatti, rispetto alla media di crescita del 2,9 per cento si è registrata una percentuale di inflazione pari al 9,9 per cento e, dunque, le retribuzioni hanno perso rispetto all'aumento del costo della vita. E, nei numeri, alcuni settori del privato, come quello manifatturiero, hanno fatto registrare aumenti degli stipendi a doppia cifra, pari al 16,4%.

Contratti Pubblica amministrazione e contratto scuola: aumenti stipendi da 80 a 96 euro lordi

I livelli di retribuzione dei dipendenti della Pubblica amministrazione, dunque, segnano un'inversione di tendenza rispetto ai dieci anni precedenti il blocco delle retribuzioni e del rinnovo dei contratti statali. Infatti, dal 2000 al 2010 gli stipendi degli statali crescevano a ritmi più elevati rispetto alle buste paga dei lavoratori del privato.

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Se ai dipendenti della Pubblica amministrazione l'aumento calcolato nelle buste paga arriva a 96 euro mensili medi, non vanno di pari passo gli aumenti per gli 800 mila docenti della Scuola. Infatti, nel grande comparto dell'Istruzione, a fronte di un investimento nella Manovra 2020 pari a circa 813 milioni per il 2020 e di 1.670 milioni di euro a regime dal 2021, gli aumenti degli stipendi, ad oggi, sono attesi sulla cifra di circa 80 euro mensili lordi medi.

Più pessimisti i sindacati secondo i quali, con le risorse messe in campo per la scuola, si arriverà ad un aumento medio compreso tra i 70 e gli 80 euro lordi mensili.

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