Un interessante servizio in materia Pensioni è andato in onda ieri sera su La7. Durante la famosa trasmissione condotta da Giovanni Floris, "Di Martedì", un servizio di Silvia Ciufolini ha riportato la lente di ingrandimento sui cosiddetti diritti inespressi. Si tratta di tutte quelle prestazioni aggiuntive per una pensione, che l'Inps non eroga automaticamente ma che liquida solo dietro espressa richiesta del pensionato, e nel caso in cui quest'ultimo ne abbia diritto. Nel servizio si evidenzia l'esempio di una pensionata italiana, una certa Tina che, grazie al ricalcolo della pensione, ha scoperto di avere diritto a molti soldi in più al mese, rispetto a quanti ne percepiva normalmente.

E nel computo generale del ricalcolo della sua pensione, che in gergo tecnico viene chiamato "ricostituzione di pensione", ha avuto diritto ad oltre 10,000 euro di arretrati.

L'esperienza della donna intervistata da Silvia Ciufolini

La donna protagonista del servizio di La7 si chiama Tina ed ha 72 anni. Una signora che ha lavorato come sarta e come addetta alle pulizie e che ha dovuto smettere di lavorare a causa di una malattia invalidante. Su consiglio del suo medico, proprio per le precarie condizioni di salute, la donna ha concluso la sua carriera lavorativa e contestualmente, ha presentato domanda di pensione di invalidità civile all'Inps.

Una domanda accolta, tanto è vero che la donna ha percepito la pensione per invalidi fino al compimento dell'età pensionabile. A partire dalla data in cui ha raggiunto l'età utile alla sua pensione, Tina si è vista trasformare l'assegno da invalido civile, in assegno sociale, proprio come normativa vuole. Un assegno da 380 euro al mese che alla donna sono sembrati effettivamente pochi. Consigliata da una sua amica, Tina si è recata al Patronato dove, tra un calcolo e l'altro, gli hanno presentato la domanda di ricostituzione di pensione.

Si tratta della domanda che serve nel caso in cui ci siano variazioni patrimoniali, reddituali o di composizione del nucleo familiare, che possono incidere sugli importi delle pensioni, soprattutto per quelle che hanno parte dell'assegno collegato a situazioni personali del pensionato. Ed è una domanda che si può fare anche nel caso in cui, proprio come per Tina, ci sia il sospetto che la propria pensione sia più bassa di quella effettivamente spettante.

Il diritto alle maggiorazioni

La donna, dopo diverso tempo dalla presentazione della domanda tramite il suo Patronato, ha avuto la lieta notizia da parte dell'Inps. Tina era quindi ricoverata in ospedale, ed è stata sua figlia che ha preso la lettera dell'Inps a portargliela. Nella missiva dell'Istituto, la conferma del nuovo importo della pensione spettante per Tina, che dai 380 euro iniziali, è salita a 594 euro.

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Infatti Tina aveva diritto a due maggiorazioni che hanno prodotto oltre 200 euro di incremento mensile della pensione. Nella lettera Inps inoltre, vengono riportati tutti gli arretrati spettanti alla donna. Infatti il diritto al ricalcolo della pensione è retroattivo e pertanto a Tina spettavano arretrati dal 2013 per un totale di oltre 10.950 euro. La normativa infatti, per le pensioni più basse, specie se percepite da pensionati in determinate condizioni reddituali e patrimoniali, prevede degli importi aggiuntivi di pensione.

La maggiorazione sociale per esempio, viene erogata a pensionati con redditi complessivi non superiori all'ammontare dell'assegno sociale comprensivo della maggiorazione stessa che è pari a circa 13 euro al mese. Altra somma aggiuntiva sulle pensioni può essere l'integrazione al minimo, che per esempio, nel 2019 permette di portare la propria pensione alla soglia minima di 513,01 euro al mese.

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