In questi ultimi giorni, è scoppiata un'altra grana per l'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. Sono molteplici le segnalazioni arrivate ai sindacati, ai patronati ed ai centri di assistenza fiscale da parte dei pensionati che hanno ricevuto ratei di pensione stranamente più bassi di quelli dei mesi precedenti. A gennaio, per esempio, molti pensionati hanno evidenziato come il loro assegno sia stato più basso di quello di dicembre 2019, nonostante il loro diritto a ricevere un rateo più alto per via della rivalutazione delle Pensioni per il 2020.

In pratica, anziché prendere di più, questi pensionati hanno percepito di meno.

Un problema che non è circoscritto ad una singola Regione dello Stivale, perché le segnalazioni arrivano da tutta Italia, dal Friuli all'Emilia, dall'Umbria alla Liguria. Perché questi ammanchi sulle pensioni? Il problema sembrerebbe essere tecnico: un errore informatico da parte dell'istituto previdenziale. Proprio l'Inps ha già comunicato di essere a conoscenza della problematica e che a febbraio, come riporta un articolo del quotidiano "Il Giornale", dovrebbero partire i conguagli a favore dei pensionati vittime dei tagli.

Le segnalazioni dei pensionati ai sindacati

Da una prima analisi prodotta dai Caf e dai sindacati sembra che l'errore riguardi migliaia di pensionati. Si tratta, nella stragrande maggioranza dei casi, di coloro che percepirono il cosiddetto "Bonus Poletti", il rimborso una tantum ricevuto dai pensionati che furono vittima del blocco delle rivalutazioni del "Decreto Salva Italia" del governo Monti/Fornero, che la Consulta tacciò di incostituzionalità.

Infatti, stando alle dichiarazioni di Roberto Panico, rappresentante di Inca-Cgil in Umbria, i pensionati che con l'ultimo Governo Renzi ottennero la restituzione una tantum dei tagli per il blocco delle indicizzazioni del governo Monti, adesso si sono visti bloccare le rivalutazioni 2020 e tagliare gli aumenti perequativi del 2019. Secondo il sindacalista è stato un errore dell'Inps, in sede di ricalcolo di queste pensioni, a produrre l'errore.

In Friuli, per esempio, sarebbero 100.000 i pensionati che hanno avuto questo problema, molti dei quali hanno già provveduto a segnalare l'ammanco ai loro patronati. Si tratta di assegni che vanno dai 1.405 ai 2.010 euro al mese.

In arrivo i conguagli

Un errore informatico e tecnico, che è stato confermato anche dall'istituto previdenziale. Infatti dall'Inps hanno confermato l'errore, ma parlando di cifre differenti rispetto a quelle di cui parlano i pensionati e i loro rappresentanti. Per l'Inps si tratta di tagli di poche decine di euro a pensionato, mentre stando alle segnalazioni gli ammanchi per molti sarebbero nell'ordine di diverse centinaia di euro.

Resta il fatto che l'Inps si dimostra disponibile ad intervenire perché, in una recente nota, sprona i pensionati a prendere appuntamento con gli uffici territoriali dell'istituto per ottenere delucidazioni in merito. Secondo l'Inps presto partirà l'operazione conguagli, con i soldi persi in questi mesi da parte dei pensionati che potrebbero essere restituiti già con il rateo di febbraio.

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