Pier Paolo Baretta è un esponente politico del PD, attuale sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze. Di Baretta si ricorda la sua partecipazione, insieme alla futura Vicepresidente dell'Inps (presto ci sarà l'annuncio sulla sua nomina), Maria Luisa Gnecchi, alla stesura del Ddl 857, la famosa proposta di riforma previdenziale di Cesare Damiano. Intervistato dal quotidiano "Il Corriere della Sera", Baretta ha affrontato numerosi temi caldi dell'economia, dalle clausole di salvaguardia che prevedono l'aumento dell'Iva, alla riforma del Fisco.

Non poteva mancare da parte del sottosegretario, un passaggio sulle Pensioni, soprattutto su quota 100, che andrà sostituita con misure che permettono il pensionamento, a libera scelta del lavoratore.

Le misure in sostituzione di quota 100 secondo Baretta

Secondo Baretta, immaginare di preparare una nuova legge di Bilancio (quella 2021, da preparare sul finire del 2020), che utilizzi i 3/4 delle dotazioni finanziarie, per detonare un nuovo aumento dell'Iva, è inimmaginabile. Ecco perché, per il sottosegretario, occorre iniziare a pensare al da farsi, partendo dalle pensioni.

Il governo di cui fa parte Baretta non rinnoverà la quota 100, come lo stesso sottosegretario conferma nell'intervista. "Non c'è assolutamente l'intenzione di andare oltre i 3 anni di sperimentazione di quota 100", questo ciò che ha detto Baretta, sottolineando come l'idea sua quella di trovare soluzioni alternative a questa misura.

Flessibilità necessaria

Presto partirà il confronto tra governo e parti sociali e il sottosegretario lo ha chiaramente anticipato.

Secondo Baretta il principio cardine da cui partire è quello che lui chiama "massima flessibilità". Per il sottosegretario, arrivati ad una determinata età anagrafica e ad una determinata soglia di contribuzione previdenziale versata, un lavoratore dovrebbe essere libero di scegliere quando poter lasciare il lavoro. Questa la flessibilità da inserire nel sistema, secondo Pier Paolo Baretta. E questa è una cosa fattibile per il sottosegretario.

Ormai si va sempre di più verso il calcolo delle pensioni con il sistema contributivo. In pratica, le pensioni vengono calcolate e quindi liquidate ai pensionati, in base ai contributi previdenziali da loro versati. Per questo, secondo Baretta, un lavoratore deve essere libero di scegliere quando lasciare il lavoro, naturalmente, fissando prima le soglie minime di uscita. Una cosa evidente in un sistema contributivo, è che, prima si lascia il lavoro per andare in pensione, meno contributi si versano ed alla fine, meno di percepisce come assegno.

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