Elsa Fornero, ospite della trasmissione di La 7 L'aria che tira, è tornata a parlare di Pensioni. Lo ha fatto sottolineando quanto fare leggi sulle pensioni senza tenere conto dell'evoluzione della popolazione rappresenta un rischio che può generare gravi carichi sulle nuove generazioni. Il riferimento va alle possibilità di anticipare le uscite dal lavoro le ha descritte come un prezzo da far pagare ai più giovani, in una popolazione che invecchia sempre di più. Non ha mancato inoltre di ammettere la presenza di privilegiati tra i pensionati, frutto di alcune incongruenze di un sistema fatto di regole troppo frammentate.

Spesa pensioni cresce più delle retribuzioni

Secondo quelli che sono gli ultimi dati messi in evidenza da Myrta Merlino i redditi previdenziali medi sarebbero cresciuti più delle retribuzioni. Questo, naturalmente, rischia di creare dubbi rispetto alla futura sostenibilità del sistema previdenziale. Su questo trend si è espressa l'ex Ministro Elsa Fornero.

"Queste differenze- ha evidenziato - sono il riflesso di tante differenze che esistono nel Paese e non ci dobbiamo stupire che il sistema pensionistico sia un coacervo di situazioni molto differenziate tra di loro, con molti privilegi a volte nascosti".

Successivamente ha chiarito il concetto: "Privilegio sono pensioni che stanno tra i 5.000 ed i 10.000 euro al mese che non corrispondono ai contributi versati".

Il tutto sarebbe il frutto di regole troppo frammentate e che oggi regalano pensionati che appartengono ad una precisa categoria. "Persone - li ha definito la Fornero - che hanno terminato la loro carriera lavorativa con degli stipendi elevati e quindi hanno avuto una pensione più elevata di quanto corrisponderebbe ai contributi versati, perché la formula dava questo beneficio e privilegio".

Fornero preoccupata per i giovani

"Ci troviamo - ha ammesso Elsa Fornero - con questa situazione che è difficile correggere". Inevitabile domandarsi la recente Quota 100 possa aver contribuito ad aver aumentato la spesa previdenziale: "Le riforme cercano di contenere questo aumento proprio a fronte dell'invecchiamento demografico. E' chiaro che se uno torna indietro rispetto alle riforme fatte, l'invecchiamento prosegue e la spesa torna ad aumentare".

"Quota 100 - ha evidenziato - ha contribuito, ma contribuirà anche in futuro perché ha fatto uscire persone in maniera generalizzata".

L'ex Ministro è anche contro una delle proposte attualmente ritenute possibili come misura d'uscita anticipata:"Quota 102 credo sia una scelta scarsamente responsabile. Di nuovo si pensa alle pensioni come qualcosa che è deciso dalla politica, senza guardare alle grandezze demografiche ed economiche".

"Questo - ha evidenziato - l'impoverimento del Paese. Grazie a leggi generose abbiamo cercato di salvaguardare gli anziani, ma questo ha voluto dire che la crisi si è scaricata di più sui lavoratori".

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