L'emergenza sanitaria che il nostro Paese si è trovato a dover vivere ed affrontare ha purtroppo colpito soprattutto le persone più fragili, in particolar modo gli anziani. Tante sono state durante il lungo periodo di quarantena le iniziative da parte anche dei giovani che dimostrando altruismo e solidarietà hanno dato una mano. Molti gli operatori del servizio civile nazionale che hanno continuato a lavorare e ad impegnarsi attivamente nel sociale. Proprio in questo ambito è arrivata la proposta del ministro Bonetti.

Time to care: un mini servizio civile per aiutare i più fragili e soli

Il ministro della famiglia e delle pari opportunità Elena Bonetti ha parlato nelle scorse ore di un'iniziativa che è rivolta ai giovani. Nella fase due da poco cominciata, responsabilità e fiducia sono le parole che ci devono accompagnare ha detto la ministra nel corso di un'intervento sull'emittente Teleclub Italia. Il ministro ha spiegato quali sono le misure che saranno messe in campo per sostenere le fasce più deboli e le famiglie nella fase dell'emergenza. Una di queste iniziative appunto coinvolgerà proprio i giovani contribuendo a sostenere il loro impegno. Durante la fase più acuta dell'emergenza sono state tante le iniziative spontanee a sostegno della collettività.

Di seguito nei dettagli la nuova proposta che prenderà il via nei prossimi giorni e avrà una durata di sei mesi.

Le misure messe in campo per aiutare le fasce più deboli della popolazione

La Bonetti ha dichiarato di aver stanziato con il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, 5 milioni di euro per finanziare il progetto denominato "Time to care".

Giovani dai 18 ai 35 anni lavoreranno per aiutare a domicilio tutte quelle famiglie con persone anziane. Una sorta di mini servizio civile ha spiegato il ministro. I giovani, dopo un periodo di formazione presso Enti del Terzo Settore, si metteranno al servizio della propria comunità per supportare i bisogni delle famiglie con persone anziane e gli anziani che vivono da soli, aiutando la popolazione anziana ad includersi nella società.

I servizi da svolgere non solo a domicilio comprenderanno il disbrigo di piccole faccende per persone anziane o bisognose come andare a fare la spesa, acquistare i farmaci, contattare i medici di base, pagare le bollette, consegnare a domicilio diversi beni, tra cui libri, giornali, pasti preparati e altri beni di prima necessità. L'assistenza potrà essere fatta anche da remoto, per esempio mediante contatti telefonici dedicati all’ascolto e al conforto delle persone che sono sole e che in questa difficile situazione hanno più bisogno di aiuto.