È stato firmato ieri notte il decreto Rilancio: il terzo provvedimento economico del Governo Conte in tempi di Coronavirus, dopo il Cura Italia e il decreto Liquidità. Una delle misure più attese è stata approvata, ovvero il reddito di emergenza atto a supportare circa un milione di famiglie escluse finora dai sussidi. Per poter percepire il Rem occorre non essere percettori del reddito di cittadinanza: "Il reddito di emergenza non è compatibile con la presenza nel nucleo famigliare di componenti che siano al momento della domanda beneficiari del reddito di cittadinanza".

Come richiedere il Rem

L'articolo 87 del decreto Rilancio introduce il reddito di emergenza, quale "sostegno al reddito straordinario" e stabilisce che le domande devono essere presentate entro il termine del mese di giugno 2020. Il Rem sarà erogato dall'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, attraverso una richiesta da compilare con un modello di domanda indicato dallo stesso e da presentare secondo le modalità stabilite sempre dall'Istituto. La richiesta può essere effettuata anche a mezzo patronato.

L'importo del reddito di emergenza

Il mondo della Politica ha deciso di cominciare da chi, per ripartire, ha bisogno di una lunga rincorsa, garantendo un aiuto ai nuclei con maggiori criticità .

A queste famiglie l'Inps erogherà in due quote un sussidio che va dai 400 agli 800 euro, in base al numero dei componenti famigliari: "Ogni quota del Rem è pari a 400 euro da moltiplicare per il corrispondente valore della scala di equivalenza sino ad un massimale di due che corrisponde a 800 euro, oppure fino ad un massimale di 2,1 nella casistica in cui nel nucleo famigliare ci siano dei componenti non autosufficienti o in condizioni di disabilità" (testo del decreto).

I requisiti per poter beneficiare del Rem

Per accedere al reddito di emergenza è necessario: essere residenti in Italia, avere un Isee inferiore ai 15 mila euro e disporre di un patrimonio mobiliare che non superi i 10 mila euro, oltre a non percepire il reddito di cittadinanza, come riportato nell'introduzione.

Non hanno diritto al reddito di emergenza i soggetti che si trovano in uno stato detentivo, per tutta la durata della pena o quelli che sono ricoverati in istituti di cura a lunga degenza o altre strutture sanitarie a carico dello Stato. Non hanno inoltre diritto al beneficio coloro che percepiscono Pensioni dirette o indirette, e i soggetti che svolgono un lavoro la cui remunerazione superi gli importi indicati nel quinto comma della legge.

Il testo riporta poi nel comma 9 che nel caso in cui dalle verifiche effettuate si evinca il mancato possesso di uno dei requisiti, il sussidio verrà revocato nell'immediato e si dovrà restituire l'importo percepito, incluse le relative sanzioni.

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