A meno di due mesi dalla riapertura della Scuola, prevista per il 14 settembre, continua a far discutere la carenza di docenti e di personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata). Con le risorse stanziate dal governo per far fronte all'emergenza sanitaria si potranno assumere fino a 56.000 nuovi docenti a tempo determinato e 16.000 Ata ma, conti alla mano, i sindacati fanno notare che l'allargamento dell'organico dei precari è insufficiente a coprire le esigenze delle oltre 8.000 scuole italiane. "Non ci sono le condizioni per la riapertura delle scuole a settembre", ha detto Francesco Sinopoli della Cgil Scuola nei lavori che si sono tenuti ieri con le altre sigle della scuola (Cisl, Uil, Snals e Gilda), incontro nel quale si è sottolineato che proprio il nodo delle assunzioni è uno dei più spinosi da risolvere.

Ma nel mirino dei sindacati è finito anche il nuovo meccanismo di reclutamento dei supplenti con le nascenti graduatorie provinciali e di istituto.

Riapertura scuola dal 14 settembre: assunzioni di 56.000 docenti e 16.000 Ata a tempo determinato

La vera contesa sindacati-governo è quella relativa agli organici dei docenti e del personale Ata per permettere la riapertura delle scuole a settembre. Secondo i calcoli che i sindacati hanno fatto presente al ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina, con le risorse stanziate finora (1,4 miliardi di euro, che diventeranno 2,4 col miliardo promesso dal ministro dell'Istruzione) si potranno assumere, con contratti da settembre 2020 a giugno 2021, 56.000 nuovi docenti e 16.000 Ata che, suddivisi per le 8.000 scuole italiane, assicurerebbero sette insegnanti per ciascuna scuola, garantendo 30 ore settimanali aggiuntive corrispondenti a cinque gruppi di classi per le scuole elementari e quattro per le medie e superiori.

Altro nodo è quello del personale Ata: con le risorse stanziate a ogni scuola andranno due fra assistenti e bidelli. Ma in realtà le sedi scolastiche sono circa 40mila, tra plessi e succursali: resta quindi da capire come andranno distribuiti.

Scuola, nuove graduatorie provinciali e Istituto: ma mancherebbero 200.000 docenti e 21.000 Ata per il 2020/2021

Sul nodo assunzioni di docenti nella scuola per l'anno scolastico 2020/2021 è intervenuta Maddalena Gissi, segretaria della Cisl Scuola: "Il ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina, continua a ripetere che avrebbe chiesto al ministero dell'Economia l'assunzione di 78.000 docenti a tempo indeterminato in più ma mente e sa di mentire.

Anche se fossero accordate dal ministro Roberto Gualtieri, nelle graduatorie mancano docenti di molte discipline e cicli scolastici superiori". Le critiche dei sindacati arrivano alle nuove graduatorie provinciali istituite da Azzolina per la chiamata dei supplenti con incarichi annuali, da settembre 2020 a giugno o agosto 2021, una volta terminate le assunzioni a tempo indeterminato e verificato l'azzeramento di molte classi di concorso delle graduatorie a esaurimento (GaE). La Uil contesta i meccanismi che porteranno alla scelta dei supplenti: "Le nuove graduatorie provinciali e di istituto riguarderanno oltre un milione di aspiranti docenti con domanda da fare in piena estate seguendo un provvedimento che, anziché semplificare il meccanismo di reclutamento degli insegnanti, genererà confusione e lederà diritti".

Dallo Snals arriva l'appunto più duro sulle cattedre vacanti nelle scuole e sulla carenza del personale Ata: "A un mese e mezzo, la scuola non è pronta per la riapertura - ha sottolineato Elvira Serafini - Si avranno 200.000 cattedre vacanti perché non siamo stati ascoltati e 21.000 posti vacanti per gli Ata".

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