Mentre resta aperto il cantiere della riforma delle pensioni, su cui il governo guidato dal premier Giuseppe Conte ha già avviato il confronto con le organizzazioni sindacali più rappresentative come Cgil, Cisl e Uil, arrivano le prime conferme sulle misure previdenziali da inserire nella legge di Bilancio 2021. Nella manovra economica e finanziaria che il parlamento si appresta a varare nelle prossime settimane troveranno spazio, salvo ripensamenti, le proroghe dell’Anticipo pensionistico sociale (conosciuto anche come Ape social) per i lavoratori in difficoltà e dell’Opzione donna per favorire l’uscita anticipata delle lavoratrici.

Pensioni, Ape sociale e Opzione donna in legge di Bilancio

Se ne è discusso oggi al tavolo di confronto sul dossier Pensioni con i sindacati convocato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. L’Anticipo pensionistico sociale potrebbe essere modificato, si è discusso, in particolare, di un possibile ampliamento della platea dei beneficiari. Tra le novità che potrebbero arrivare, ma non è ancora chiaro se con la legge di Bilancio o con successivi interventi normativi nel quadro di una rivisitazione strutturale del sistema pensionistico, la Quota 41 per i lavoratori precoci che si trovano in una situazione disagiati e per i lavoratori fragili.

Pensioni, sul tavolo del confronto l’ipotesi della Quota 41

La Quota 41, fortemente sostenuta dai sindacati e caldeggiata dal leader della Lega Matteo Salvini, consentirebbe l’accesso al pensionamento a migliaia di persone bloccate al lavoro dalla legge Fornero nonostante abbiano superato già i quarant’anni di anzianità contributiva.

A proposito dell’ipotesi della Quota 41 per i lavoratori cosiddetti fragili, secondo quanto si apprende da diverse agenzie di stampa, l’esecutivo non l’avrebbe scartata ma ha precisato che è necessario prima circoscrivere la platea al meglio in maniera da definire con esattezza le necessarie risorse economiche.

Pensioni, al vaglio del governo sterilizzazione effetti calo Pil

Inoltre, secondo quanto si è appreso a margine della riunione di oggi al ministero del Lavoro, l’esecutivo sta lavorando a un provvedimento finalizzato a sterilizzare gli effetti del calo del Pil (Prodotto interno lordo) sul montante contributivo. Lo scopo è quello di diminuire gli assegni previdenziali riconosciuti nei prossimi anni. Si è discusso oggi anche del capitolo del part-time verticale. L’obiettivo, in questo caso, è quello di procedere con una equiparazione al part-time orizzontale per evitare che ci siano periodi di scoperture previdenziali per i lavoratori che hanno svolto la loro attività in orari spalmati su giorni diversi.

Questo è quanto emerso dall’incontro di oggi sulle pensioni tra il ministero del Lavoro e i rappresentanti dei sindacati, non resta che seguire l’evolversi della situazione per capire quali sono le misure che effettivamente troveranno spazio nella legge di Bilancio e quali, invece, probabilmente saranno affrontati in un secondo momento con interventi normativi ad hoc.

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