Arrivano i primi dati delle Pensioni nella Scuola con decorrenza settembre 2021: tra le incertezze derivanti dall'emergenza Covid, le opportunità di uscita anticipata con la quota 100 e lo stallo dei Concorsi Pubblici l'anno scolastico 2021-2022 potrebbe ripartire con oltre 27.000 docenti in meno e con più di 7.000 impiegati amministrativi, tecnici e ausiliari (Ata) e insegnanti di religione da sostituire. Le cattedre da coprire si trovano soprattutto nelle regioni del Nord: è quanto si rileva dall'andamento delle domande di pensionamento presentate dai docenti e del personale della scuola che avevano come scadenza lo scorso 7 dicembre.

Negli ultimi due anni, complici anche i requisiti allentati richiesti dalla quota 100 con uscita a partire dai 62 anni di età, sono andati via dalla scuola 54.000 docenti, oltre la metà (29.000) con la misura sperimentale introdotta all'inizio del 2019.

Pensioni, quota 100: a settembre 2021 35.000 docenti e Ata da sostituire nella scuola

A settembre 2021, secondo i primi dati del ministero dell'Istruzione sulle domande di pensione arrivate entro il 7 dicembre, usciranno 27.592 docenti (26.000 nel 2020) - ammesso che tutte le domande di pensionamento vengano accolte dall'Inps - dei quali circa 16.000 docenti saranno i beneficiari del meccanismo della quota 100. Considerando anche il personale Ata e gli insegnanti di religione la scuola dovrà sostituire circa 35.000 dipendenti ai quali si sommeranno anche i dirigenti scolastici la cui domanda di pensione scadrà a fine febbraio 2021.

Degli oltre 27.000 docenti che hanno presentato domanda di pensione, 4.754 si trovano in Lombardia: in generale, le regioni del Nord Italia avranno la maggiore necessità di docenti con il 44,25% delle cattedre che risulteranno vacanti.

Scuola e assunzioni da concorsi: oltre ai docenti in pensione, tante le cattedre vacanti

Tuttavia, i pensionamenti dei docenti rappresenteranno solo una parte dei posti che dovranno essere coperti con le assunzioni dell'anno scolastico 2021-2022: soprattutto nelle scuole del Nord si concentra il 60% dei posti disponibili, coperti da docenti nominati con contratto a tempo determinato, come avvenuto anche per le supplenze dell'anno scolastico in corso.

Sulla base dei dati del 2020-2021, nella sola Lombardia sono stati 16.000 i posti assegnati ai supplenti che avrebbero dovuto essere coperti dal piano di assunzioni autorizzato dal ministero dell'Economia (erano previste 85.000 immissioni in ruolo in tutta Italia, ma le cattedre andate deserte per la mancanza di docenti candidabili dalle graduatorie a esaurimento sono risultate alla fine 66.000).

Cattedre che, solo in parte, avranno il proprio docente grazie ai concorsi nella scuola voluti dal ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina.

Concorsi scuola 2021: ultime novità su ordinario e straordinario, immissioni in ruolo parziale

Pensionamenti nella scuola alla mano, dunque, l'ampio ricorso alle supplenze sarà lo scenario più probabile anche nell'anno scolastico 2021-2022. Dei due concorsi nella scuola per l'assunzione di 78.000 docenti in totale, solo il concorso straordinario da 32.000 posti è arrivato a buon punto prima di essere sospeso a causa dell'emergenza Covid. Attualmente le procedure hanno consentito di esaminare il 60% dei candidati e, alla ripresa dopo l'emergenza sanitaria, quello straordinario è l'unico concorso che potrebbe arrivare al termine e immettere in ruolo i vincitori in tempo per il prossimo settembre.

Il concorso ordinario, da 46.000 cattedre, invece, prevede il test preselettivo, lo scritto e l'orale, prove che richiedono tempi più lunghi per arrivare all'assunzione dei vincitori: probabilmente l'immissione in ruolo arriverà solo nel 2022-2023.

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