A partire dal 29 fino al 31 marzo, gli avvocati penalisti si asterranno dalle udienze, per aderire allo sciopero indetto dalla Giunta dell'Unione Camere Penali Italiane, lo scorso 12 marzo. Il motivo della protesta riguarda i disservizi gravi creati dal continuo incepparsi del Portale telematico nel deposito degli atti difensivi, di querele o atti avversi alla richiesta di archiviazione, nomina a difensore e il cosiddetto 'atto abilitante'. Tutto quello che la Pandemia da Covid ha forzato a diventare digitale, coinvolge anche un delicato quanto fondamentale passaggio del sistema giudiziario, quale è il processo penale, rischiando di rimediare pasticci e ritardi inammissibili per la già troppo ingolfata macchina della giustizia.
Le ragioni della protesta
Secondo i penalisti, il diritto di difesa rischia di essere sacrificato dai continui cattivi funzionamenti e lacune ab origine del Portale telematico riservato al deposito degli atti, che vanno a sommarsi ai canali digitali di ciascuna Procura, i quali necessiterebbero di essere ammodernati con urgenza, vista l'importanza degli argomenti trattati. Pur con tutti i disagi del caso, al termine della procedura di deposito atti, i legali, lamentano di non ottenere nemmeno la minima certificazione che comprovi la riuscita del caricamento dei documenti. E ancora, l'impossibilità di poter accedere al fascicolo del proprio assistito.
Dal 29 al 31 marzo l'astensione dalle udienze penali: le iniziative
Per il primo dei tre giorni di astensione, l'Unione Camere Penali, ha organizzato un evento online: 'Il Difensore e il PPT. Criticità e soluzioni possibili', in diretta streaming sul canale YouTube dell'Unione, a partire dalle ore 10 fino alle 13. Diversi sono stati gli appelli rivolti al Governo da parte delle toghe penali negli scorsi giorni, in cui sono state messe in risalto le condizioni di estrema difficoltà del processo penale, aggravato da un clima sociale incandescente, mentre sullo sfondo impazza la crisi della Magistratura alle prese con una rifondazione complicatissima da portare a termine. Lo scorso 13 marzo, infatti, i rappresentati dell'Unione Camere Penali Italiane hanno incontrato la Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, facendo presente l'emergenza di alcuni aspetti da risolvere in tempi celeri, per non mettere mettere in pericolo, seriamente, il rispetto dei termini processuali ed il diritto di difesa stesso. Quello che gli avvocati chiedono è un regime transitorio per il deposito degli atti, sperando che le criticità denunciate per l'utilizzo del Portale telematico siano risolte il prima possibile.