Una serie di misure atte a rafforzare gli uffici giudiziari sono state inserite nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), oltre a una corposa riforma del processo civile, di quello penale, dell’ordinamento giudiziario e del Csm. All'uopo il Recovery Plan mette sul piatto circa 2,3 miliardi. Sono state stimate in 22mila le nuove assunzioni grazie alle quali potrà esser rivista l'organizzazione degli uffici giudiziari e creato l'Ufficio del processo. Proprio in tale struttura, a supporto del magistrato nella fase "conoscitiva" della causa, sono infatti previste 16.500 assunzioni mirate e temporanee per eliminare il carico di casi pendenti e rafforzare gli uffici preposti.

Le nuove immissioni riguarderanno laureati in Legge, Economia e commercio e Scienze politiche. Fra i compiti che gli stessi dovranno svolgere vi sono innanzitutto quello di collaborare alla raccolta della prova dichiarativa nel processo civile e di predisporre le bozze di provvedimenti (decreti e ordinanze). Una quota parte dei neoassunti (400 addetti all’Ufficio del processo) verrà poi assegnata al progetto di innovazione organizzativa della Corte di Cassazione. Vi è comunque la possibilità di raggiungere una certa stabilizzazione, soprattutto per figure strategiche come queste.

Nuove bandi al Ministero della Giustizia per rafforzare uffici giudiziari

Con contratti triennali verranno assunti inoltre 1.600 giovani laureati, 3mila diplomati che costituiranno lo staff tecnico a supporto degli uffici giudiziari, 750 diplomati specializzati, mentre saranno 1.500 i futuri coordinatori selezionati dal personale già esistente con il compito di gestire e organizzare le nuove risorse assunte.

Le risorse specialistiche (ingegneri, tecnici IT, addetti all’inserimento dati) verranno suddivise in task force dedicate multifunzionali per seguire l’attuazione di tutti i progetti del Ministero della Giustizia.

Grazie alle nuove regole introdotte con il decreto legge numero 44/2020, i bandi dovrebbero diventare celeri, tramite selezioni anche per titoli che che permettano di integrare prove scritte e orali.

Per l'unica prova dovrebbero privilegiarsi gli strumenti digitali e la stessa dovrebbe svolgersi in sedi decentrate e in sicurezza grazie al nuovo Protocollo del Comitato Tecnico Scientifico, come sta per succedere con il concorso dei 2800 tecnici per il Sud. L'obiettivo principale è dunque quello procedere a un ricambio generazionale in tempi rapidi in modo da permettere ai nuovi assunti di entrare in servizio entro il 2021, così da valorizzare le conoscenze e le competenze nel reclutamento dei dipendenti pubblici e assicurare la parità di genere.

Una riforma della giustizia per ridurre i tempi del processo civile del 40%

La riforma della giustizia si svilupperà attraverso la revisione del processo civile e penale, prevista entro settembre 2021, con i decreti attuativi da emanarsi entro settembre 2022. Il fine è quello di rendere più efficiente il settore civile, semplificandosi il rito processuale e incentivando il processo telematico. Si dovrebbe promuovere anche l'utilizzo di strumenti alternativi, ad esempio l'arbitrato e la mediazione. Fra i punti fermi c'è anche una massiccia promozione della digitalizzazione degli archivi. Per l'appello verrà previsto un potenziamento del filtro di ammissibilità e nel penale l'obiettivo sono processi più veloci già dal primo grado.

Vi saranno nuovi termini di durata delle indagini preliminari, l'ampliamento della inappellabilità delle sentenze e la semplificazione dei giudizi. Prevista anche la possibilità di estinguere alcuni reati con condotte riparatorie a tutela delle vittime. Una commissione ad hoc elaborerà poi le proposte su prescrizione e processo.

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