200 mila occupati in meno rispetto al periodo antecedente la pandemia e meno lavoratrici donne. A certificarlo l'Istat, i cui dati segnalano che l’occupazione nel nostro Paese è aumentata di 35 mila unità in confronto a settembre, ma il dato è relativo esclusivamente agli uomini. Lo stesso vale su base annua con oltre 2/3 della crescita totale degli occupati uomini (271mila su 390mila complessivi). Questo a riprova di come la crisi conseguente all'arrivo del Covid19 ha colpito prevalentemente le donne.

Aumento occupazioni maschili, calo per quelle femminili

ll trend è dovuto, con molta probabilità, al fatto che a trascinare il pil è il boom del settore edile per via dagli incentivi, e in quell'ambito i lavoratori sono soprattutto uomini, spiega l'istat. Al contempo si è verificata una perdita di posti di lavoro in settori con una maggiore occupazione femminile. Nel dettaglio, secondo i dati rilasciati dall'Istat, i disoccupati, rispetto a ottobre dello scorso anno, sono 139 mila in meno, di cui soltanto 22 mila donne, mentre sono 117 mila gli uomini. Praticamente il tasso di disoccupazione su base tendenziale è diminuito di 0,3 punti per gli uomini e non è cambiato per le donne.

Istat, tasso di occupazione al 58,6%

Un altro dato registrato dall'Istat è quello riguardante il crollo dei lavoratori autonomi (a febbraio dello scorso anno 5,2 milioni, oggi circa 4,9 milioni). Facendo il confronto con il mese di gennaio, la crescita riguarda oltre seicentomila occupati ed è legata, non a caso, prettamente alla ripresa del lavoro dipendente.

In relazione ai numeri registrati nel periodo 'ante-Covid' (febbraio 2020) gli occupati sono diminuiti di circa 200 mila unità. Per ciò che riguarda i dati dei disoccupati ad ottobre sono aumentati di 0,2 punti in confronto al mese precedente e rispetto all'anno scorso sono scesi di 0,6 punti. Mettendo in confronto invece i mesi di agosto, settembre e ottobre di quest'anno con quelli del 2020 (maggio, giugno, luglio), l’istiuto nazionale di statistica ha registrato un livello di occupazione più alto dello 0,2%, con un aumento di 42 mila unità.

La variazione positiva dell’occupazione rilevata nel confronto dei tre mesi si lega al calo di chi cerca un nuovo impiego (-2,1%) e degli inattivi (-0,2%).

Più occupazioni per gli under 25

L'Istat ha rilevato variazioni positive per quanto riguarda le persone sotto i 25 anni (tra i 15 e i 24) che hanno trovato un'occupazione facendo registrare una crescita di trentottomila unità per il mese di settembre e di centoventinovemila ad ottobre dello scorso anno. Il tasso di disoccupazione nei ragazzi in riferimento è calato al 28,2%, l'1,4% in meno sul mese e il 2,7% in meno su base annua, invece il tasso di occupazione è salito al 18,5%. I ragazzi sotto i 25 anni con un lavoro sono cresciuti del 5,3% sull'anno e del 5,9% al netto del fattore demografico. Questo è correlato inoltre al maggiore sviluppo degli impieghi a tempo determinato.