I concorsi pubblici faticano a tornare attrattivi come un tempo. Tra stipendi spesso giudicati insufficienti rispetto al costo della vita, percorsi di carriera lenti e strutture rigide, sempre più candidati guardano alla Pubblica amministrazione con scetticismo. In questo contesto di scarso appeal, dal 1° gennaio 2026 entrerà a pieno regime una regola destinata a cambiare le prospettive di migliaia di aspiranti dipendenti pubblici: la cosiddetta norma “taglia idonei”. La disposizione, introdotta dal Dl 44/2023 e finora rimasta in parte congelata, interviene sul funzionamento delle graduatorie concorsuali, riducendo drasticamente il numero di candidati che, pur avendo superato le prove, potranno sperare in uno scorrimento.
Addio a graduatorie infinite
L’obiettivo dichiarato del legislatore è mettere ordine in un sistema che, negli anni, ha prodotto elenchi lunghissimi, validi per periodi estesi e spesso alimentati da aspettative di assunzione difficilmente realizzabili. Graduatorie troppo ampie, secondo questa impostazione, finiscono per confondere la programmazione del personale e per illudere i candidati con un “forse” che può durare anni. Con la norma taglia idonei, il messaggio cambia: le possibilità di ingresso nella PA saranno chiare fin dall’inizio e limitate a una platea ben definita.
Cosa prevede la nuova regola del 2026
Salvo ulteriori proroghe o deroghe dell’ultimo minuto, dal 2026 le graduatorie dei concorsi pubblici funzioneranno così:
- Accanto ai vincitori, potrà essere inserito un numero massimo di idonei non vincitori pari al 20% dei posti messi a bando;
- Questi idonei saranno individuati scorrendo la graduatoria subito dopo l’ultimo vincitore, fino al raggiungimento del tetto previsto;
- Tutti gli altri candidati, anche se hanno superato le prove con il punteggio minimo, resteranno esclusi da qualsiasi scorrimento.
Un dettaglio fondamentale riguarda la data del bando: la norma si applicherà alle selezioni bandite dal 1° gennaio 2026 in poi, indipendentemente da quando verrà approvata la graduatoria finale.
I concorsi più colpiti
La stretta riguarda soprattutto le grandi selezioni nazionali, come quelle per funzionari ministeriali o profili tecnici e amministrativi molto richiesti. Sono proprio questi i concorsi che, in passato, hanno generato bacini sterminati di idonei e tempi di attesa lunghissimi.
Chi è escluso dalla riforma taglia idonei
La norma non sarà però universale. Restano fuori dal nuovo meccanismo diverse categorie di concorsi e di personale. In particolare, continueranno a valere le regole attuali per:
- Selezioni a tempo determinato;
- Concorsi di Regioni, Province, Comuni ed enti locali con meno di 20 posti a bando;
- Comuni sotto i 3mila abitanti, spesso in aree montane o marginali;
- Personale sanitario e socio-sanitario;
- Forze di polizia e Forze armate;
- Scuola, istruzione ed educazione;
- Università, ricerca e personale assimilato.
Per questi ambiti, il legislatore ha ritenuto necessario mantenere una maggiore flessibilità, legata alle esigenze organizzative e alla cronica carenza di personale.
Come capire se il concorso è soggetto alla nuova norma
Per i candidati, la parola d’ordine sarà una: leggere con attenzione il bando. È lì che verranno indicate eventuali deroghe, riserve o l’applicazione della norma taglia idonei. Solo così sarà possibile valutare in anticipo quante sono le reali probabilità di assunzione. Il 2026 si annuncia come un anno ricco di opportunità nella Pubblica amministrazione, ma anche come uno spartiacque: superare le prove non basterà più, perché la graduatoria sarà corta e la concorrenza, ancora una volta, serrata.