I lavoratori di Borsa Italiana hanno proclamato uno sciopero per la giornata del 30 aprile 2026. L'iniziativa prevede un presidio davanti a Palazzo Mezzanotte, sede storica della Borsa a Milano, dalle ore 12:30 fino alle 15:00. La mobilitazione, indetta dalla Fisac-Cgil, è stata definita come una misura estrema e necessaria per denunciare una situazione ritenuta insostenibile sotto molteplici profili: industriale, organizzativo e delle relazioni sindacali.

Le ragioni della protesta: accentramento estero e crisi interna

La protesta dei lavoratori di Borsa Italiana nasce da una profonda preoccupazione espressa dalla Fisac-Cgil.

Il sindacato segnala un progressivo accentramento decisionale all’estero e un preoccupante trasferimento di competenze e know-how, fenomeni che, a detta dei rappresentanti sindacali, rischiano di indebolire strutturalmente il presidio industriale italiano. Questa dinamica, secondo la Fisac-Cgil, mette a rischio non solo le condizioni di lavoro attuali, ma anche il futuro stesso della piazza finanziaria nazionale.

Parallelamente, viene denunciata una grave crisi nelle relazioni sindacali. Il confronto con il management è descritto come sporadico e inefficace, con nodi cruciali che rimangono irrisolti. Tra questi spiccano temi sensibili come il lavoro agile, il rinnovo del contratto integrativo aziendale e la definizione del premio aziendale.

A peggiorare il quadro, i lavoratori lamentano un costante aumento dei carichi di lavoro e un deterioramento generale delle condizioni operative, a fronte di risposte giudicate inadeguate da parte della direzione aziendale.

L'impatto della gestione Euronext e la difesa del ruolo italiano

Il contesto in cui si inserisce lo sciopero è quello della gestione di Piazza Affari da parte di Euronext. Dal 2021, in seguito alla Brexit, la borsa di Milano è entrata a far parte del gruppo Euronext, che controlla anche importanti piazze finanziarie europee come Parigi, Amsterdam, Bruxelles, Lisbona, Dublino, Oslo e Atene. Secondo la Fisac-Cgil, questa nuova configurazione societaria avrebbe accentuato le criticità preesistenti, favorendo ulteriormente processi di accentramento e il trasferimento di competenze strategiche al di fuori dei confini italiani.

La mobilitazione, pertanto, è vista dal sindacato come una risposta necessaria e responsabile. L'obiettivo primario è difendere i diritti dei lavoratori, garantire la qualità del lavoro e salvaguardare il ruolo strategico italiano all'interno delle attività del gruppo. La Fisac-Cgil, in quanto Federazione Italiana Sindacale Lavoratori Assicurazione e Credito affiliata alla CGIL, si impegna a tutelare i diritti dei lavoratori dei settori bancario, assicurativo e finanziario attraverso la contrattazione collettiva e la promozione di iniziative sindacali, ribadendo la centralità della sua azione in questo frangente critico.