Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha espresso forti critiche riguardo al nuovo decreto lavoro, presentato in occasione del Primo maggio 2026. Dalla manifestazione di Marghera, Landini ha affermato con decisione che il provvedimento “non dà un euro ai lavoratori”, evidenziando come i benefici siano destinati principalmente alle imprese.

Secondo il leader sindacale, è singolare che un decreto intitolato al lavoro e annunciato proprio il Primo maggio destini ben 960 milioni di euro alle imprese, mentre per i lavoratori “da domani non cambia nulla, non c’è l’aumento di un euro”.

Landini ha sollevato la questione del “vantaggio” effettivo per i lavoratori, sottolineando la mancanza di un impatto economico diretto e immediato sui loro salari.

Le obiezioni al decreto e la questione dei contratti pirata

Maurizio Landini ha proseguito la sua analisi critica, affermando che l'esperienza passata ha già dimostrato come l'incentivare le assunzioni non garantisca automaticamente la creazione di nuovo lavoro. Ha inoltre evidenziato una grave lacuna del decreto: la sua incapacità di cancellare i contratti pirata, una problematica persistente nel mercato del lavoro italiano.

Il segretario generale della Cgil ha ribadito con forza che la priorità assoluta è “aumentare sostanzialmente i salari”.

In questo contesto, ha richiamato l'attenzione sulla “trattativa molto importante” attualmente in corso con le associazioni imprenditoriali, focalizzata sul tema della rappresentanza sindacale. Landini ha insistito sul diritto inalienabile di lavoratori e lavoratrici di votare gli accordi e di eleggere i propri delegati. Ha proposto un sistema in cui l'influenza di ogni sindacato sia misurata in base al numero di iscritti e ai voti ottenuti, un principio che, a suo dire, dovrebbe valere anche per le imprese.

Questa battaglia, ha spiegato Landini, mira a ottenere leggi che supportino tali accordi, con l'obiettivo finale di rendere i contratti pirata fuori legge. “Non può essere che ognuno scelga quale contratto gli conviene utilizzare.

Questa è una follia”, ha dichiarato, evidenziando la necessità di un quadro normativo chiaro e vincolante per tutelare i diritti dei lavoratori e garantire equità nel sistema contrattuale.

Dettagli sul decreto del Primo maggio

Il decreto del Primo maggio 2026, oggetto delle critiche di Landini, introduce una serie di incentivi destinati alle imprese. Tali agevolazioni sono però condizionate all'applicazione del cosiddetto “salario giusto”, ovvero il trattamento economico previsto dai contratti collettivi nazionali più rappresentativi. Le aziende che non rispettano questa condizione, applicando contratti pirata o sottopagando i lavoratori, saranno escluse dagli incentivi pubblici.

Tra le misure previste dal provvedimento figurano sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato, un bonus specifico per i giovani under 35 e la proroga del Bonus ZES (Zona Economica Speciale) per le imprese operanti nel Mezzogiorno.

Quest'ultimo beneficio può raggiungere importi fino a 650 euro mensili, per un periodo massimo di 24 mesi. Il decreto include inoltre misure fiscali strutturali e strumenti volti a favorire la conciliazione tra vita professionale e vita privata per le imprese che ottengono certificazioni specifiche.