La UIL Pensionati Campania ha presentato un’analisi approfondita sullo stato economico e sociale della regione, evidenziando come, nonostante i recenti dati positivi che mostrano una crescita dell’occupazione superiore alla media nazionale e una diminuzione della disoccupazione, la Campania continui a confrontarsi con profonde criticità strutturali. L’iniziativa si è tenuta a Napoli il 27 giugno 2026, con l’intervento del segretario regionale Biagio Ciccone.
Lavoro e Salari: Una Crescita da Consolidare
Ciccone ha sottolineato che la crescita occupazionale ha beneficiato principalmente i neo occupati, concentrati soprattutto nel settore dei servizi, dove tuttavia le retribuzioni risultano spesso non sempre dignitose.
“I dati evidenziano certamente elementi positivi: la crescita della nostra Regione e l'aumento dell'occupazione”, ha affermato Ciccone, aggiungendo che tale crescita “ha migliorato solo la vita dei neo occupati che, essendo però concentrati nei settori dei ‘servizi’, percepiscono retribuzioni non sempre dignitose”.
Il quadro regionale si inserisce in un contesto meridionale più ampio, caratterizzato da un incremento degli occupati giovani ma anche da una significativa emigrazione di capitale umano. Un rapporto del 2025 indica che, tra il 2022 e il 2024, nel Mezzogiorno si sono registrati 100mila giovani occupati in più, ma nello stesso periodo 175mila giovani hanno lasciato il Sud. Il tasso di occupazione giovanile nelle regioni meridionali, inclusa la Campania, raggiunge il 51,3%, un valore nettamente inferiore al 77,7% registrato nel Centro-Nord.
La Condizione dei Pensionati e la Fiscalità Regionale
Il segretario della UIL Pensionati ha posto l’accento sulla difficile situazione degli anziani in Campania. Oltre 418mila pensionati vivono con meno di 15mila euro lordi annui, e la maggior parte si colloca nelle fasce di reddito medio-basse, sotto i 29mila euro annui. Nonostante queste difficoltà, i pensionati campani contribuiscono in modo significativo alle entrate regionali, versando complessivamente circa 478 milioni di euro attraverso l’addizionale IRPEF.
In questo contesto, Ciccone ha proposto una riflessione sulla fiscalità regionale, suggerendo di valutare misure di sostegno al reddito che possano arrivare, per le fasce più fragili, fino all’azzeramento dell’addizionale regionale.
Parallelamente, il sindacato ha evidenziato la necessità di rivedere le priorità del bilancio, con maggiori investimenti nei servizi sociosanitari, nella non autosufficienza e nelle politiche per l’invecchiamento attivo. A tal proposito, la Delibera di Giunta Regionale n. 303 del 18 giugno 2026 ha approvato il “Piano straordinario per il rafforzamento del capitale umano e dell’occupabilità”, un’iniziativa volta a coordinare servizi per il lavoro, formazione e imprese in un’architettura integrata.
Divari Sociali e Povertà Lavorativa nel Mezzogiorno
Il quadro complessivo è aggravato da divari territoriali e fenomeni di povertà lavorativa. Nel Mezzogiorno si concentra il 60% dei 2,3 milioni di lavoratori poveri italiani, pari a circa 1,4 milioni di persone, con oltre un lavoratore su cinque assunto a termine, evidenziando una precarietà contrattuale diffusa.
I salari reali sono in calo, con una perdita retributiva che ha raggiunto l’8% rispetto al 2013 nel Sud, superando la media nazionale del 4%.
Il tasso di occupazione femminile nelle regioni meridionali, inclusa la Campania, rimane tra i più bassi in Europa, con valori superiori al 30% solo in alcune aree e forti divari rispetto al Centro-Nord. Questi dati sottolineano l'urgenza di interventi mirati per promuovere una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro.
La UIL Pensionati Campania ribadisce l’importanza di trasformare l’attuale crescita in uno sviluppo stabile, equo e strutturale. Ciò richiede riforme incisive, investimenti strategici nei servizi e un sostegno concreto ai redditi più bassi, al fine di garantire prosperità alle nuove generazioni e alle fasce più vulnerabili della popolazione.