Un'importante riformulazione dell'emendamento dei relatori al decreto lavoro è stata esaminata l'8 giugno 2026 dalla commissione della Camera. La modifica principale riguarda l'accesso agli incentivi per le assunzioni, con l'eliminazione della clausola che faceva riferimento ai cosiddetti "contratti minori equivalenti". Questa decisione ridefinisce i criteri di eleggibilità per i benefici previsti dalla normativa.
Il cuore della revisione è il Trattamento Economico Complessivo (Tec). L'emendamento aggiornato mantiene la definizione del Tec, che include voci retributive e welfare contrattuale.
Tuttavia, è stata introdotta una specificazione cruciale: entrambe le componenti devono ora fare esplicito riferimento ai contratti collettivi sottoscritti dalle sigle sindacali maggiormente rappresentative. Questa precisazione esclude i contratti minori equivalenti dal perimetro degli incentivi del decreto lavoro, orientando la normativa verso accordi di più ampia portata.
Criteri per gli incentivi alle assunzioni
La commissione della Camera ha stabilito una definizione più stringente per il Trattamento Economico Complessivo. Secondo la nuova formulazione, il Tec si compone di voci retributive e welfare contrattuale, ma solo se previsti da contratti collettivi firmati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative.
Questa revisione elimina la possibilità di utilizzare contratti minori equivalenti come riferimento per l'accesso agli incentivi alle assunzioni, introducendo un criterio più selettivo.
Il ruolo rafforzato dei contratti collettivi
Il nuovo testo dell'emendamento enfatizza il ruolo centrale dei contratti collettivi sottoscritti dalle sigle sindacali più rappresentative. Viene specificato che sia le voci retributive sia il welfare contrattuale devono derivare da tali accordi. Questa impostazione rafforza la posizione dei contratti collettivi principali nel determinare i parametri per il riconoscimento degli incentivi all'assunzione, escludendo i contratti minori equivalenti dall'ambito di applicazione della normativa. L'obiettivo è legare gli incentivi a standard retributivi e di welfare più solidi.