GPS prima fascia, il sorpasso dei nuovi inseriti sui precari storici continua a far discutere. Come è possibile che un docente con molti anni di servizio possa trovarsi dietro a un collega con un'esperienza più recente? La risposta non dipende esclusivamente dall'anzianità di servizio, ma dal modo in cui viene costruito il punteggio complessivo delle Graduatorie provinciali per le supplenze.
La questione è tornata al centro del dibattito anche attraverso gli interventi della FLC CGIL, che ha evidenziato da tempo alcune criticità legate alla valutazione dei titoli e al funzionamento delle procedure di assegnazione degli incarichi.
Uno degli equivoci più frequenti riguarda proprio il rapporto tra anni di insegnamento e posizione in graduatoria. Nelle GPS il docente non viene collocato semplicemente sulla base dell'anzianità: la posizione deriva dal punteggio complessivo attribuito ai titoli di accesso, ai titoli culturali e al servizio, secondo le rispettive tabelle di valutazione.
Questo significa che un docente con numerosi anni di supplenza può essere superato da un aspirante che, pur avendo meno esperienza professionale, presenta un insieme di titoli che determina un punteggio finale superiore.
Il fenomeno diventa particolarmente evidente quando l'incremento dei punteggi legato a percorsi formativi, abilitazioni, specializzazioni e altri titoli consente ai nuovi inseriti di collocarsi nelle fasce alte delle graduatorie.
Il problema sollevato dalla FLC CGIL
La FLC CGIL ha individuato proprio nel peso attribuito ai diversi titoli uno degli aspetti da riequilibrare. Nel confronto sul nuovo aggiornamento delle GPS, il sindacato ha sostenuto la necessità di intervenire sul rapporto tra titoli di accesso, titoli culturali e servizio.
La questione non riguarda soltanto la possibilità teorica di essere superati. La posizione occupata nella GPS può avere conseguenze concrete sulle opportunità di ottenere una supplenza, soprattutto nelle classi di concorso e nelle province caratterizzate da un numero elevato di aspiranti.
Secondo la FLC CGIL, inoltre, il sistema dovrebbe contrastare il fenomeno della proliferazione dei titoli e dei percorsi formativi utilizzati per aumentare il punteggio, tema sul quale il sindacato ha espresso forti perplessità.
Perché un docente con più servizio può essere superato
Il meccanismo può essere spiegato con un esempio semplice. Due docenti possono avere lo stesso titolo di accesso e appartenere alla stessa fascia, ma presentare un curriculum differente.
Il primo può avere alle spalle diversi anni di supplenze, mentre il secondo può aver maturato meno servizio ma possedere un numero maggiore di titoli valutabili. Se la somma finale attribuisce al secondo un punteggio più elevato, sarà quest'ultimo a occupare la posizione superiore in graduatoria.
Non si tratta quindi di una cancellazione degli anni di servizio, ma dell'effetto di un sistema nel quale l'anzianità rappresenta soltanto una delle componenti del punteggio complessivo.
È questo il punto che alimenta la protesta di una parte dei precari storici: per chi lavora da molti anni nella scuola, il servizio rappresenta un'esperienza professionale concreta che, secondo la posizione sindacale, dovrebbe avere un peso maggiore nelle graduatorie.
GPS 2026-2028, cosa è cambiato
Con l'aggiornamento delle GPS per il biennio 2026-2028 sono state introdotte alcune novità importanti. Tra queste figura il ripescaggio dei docenti che non hanno ottenuto un incarico nel primo turno di nomina, una misura richiesta dalla FLC CGIL per evitare che l'algoritmo determini automaticamente la perdita dell'opportunità di supplenza quando successivamente emergono nuove disponibilità.
La FLC CGIL ha indicato il ripescaggio come uno dei risultati ottenuti nel confronto con il Ministero.
Rimangono invece aperte, secondo il sindacato, le criticità relative al riequilibrio dei punteggi dei titoli e al fenomeno dei percorsi formativi utilizzati per incrementare rapidamente il punteggio.
Il nodo resta il valore dell'esperienza
La discussione sulle GPS prima fascia va quindi oltre il singolo caso del docente "scavalcato". Il problema investe il modo in cui il sistema considera l'esperienza maturata nella scuola rispetto agli altri elementi che compongono il punteggio.
Per i precari storici la richiesta è soprattutto quella di un riconoscimento più forte del servizio e della professionalità costruita negli anni. Per il sistema delle graduatorie, invece, la sfida consiste nel mantenere criteri oggettivi e verificabili, evitando che la competizione per le supplenze venga determinata prevalentemente dalla possibilità di accumulare titoli.