A Trento, il 3 ottobre 2026, si è tenuto un importante appuntamento dedicato alla riflessione sulla povertà e la vulnerabilità sociale. Gli Stati Generali del Welfare, giunti alla loro quarta edizione con il titolo evocativo Destino povertà. Quando la vulnerabilità diventa la condizione strutturale della società, hanno messo in luce dati preoccupanti per il territorio trentino. È emerso che circa 50.000 persone in Trentino sono a rischio di povertà, una percentuale che si attesta intorno all’8,9% della popolazione. Ancora più allarmante è il dato relativo ai lavoratori poveri: ben 40.000 persone, pur avendo un impiego, non riescono a mantenersi dignitosamente.

A questo scenario si aggiunge la drammatica realtà di circa 8.000 bambine e bambini trentini che vivono in condizioni di povertà.

L’iniziativa è stata frutto della collaborazione di diverse realtà del territorio, tra cui Consolida, CNCA Trentino-Alto Adige, Cooperazione Trentina, CSV Trentino, Giovani Cooperazione Trentina e BIC del sociale, con il prezioso supporto della Consulta provinciale delle Politiche sociali. L’evento ha avuto luogo presso i Magazzini della cooperativa sociale Il Gabbiano e si inserisce nel più ampio contesto della 12ª Settimana dell’Accoglienza, un’occasione dedicata quest’anno ai temi delle sicurezze e del vivere la comunità in modo solidale.

I dati cruciali emersi dagli Stati Generali del Welfare

La presidente di Consolida, Francesca Gennai, ha sottolineato che la quarta edizione degli Stati Generali del Welfare non si esaurisce in una singola giornata di confronto. Il percorso intrapreso è infatti destinato a proseguire attraverso l’attivazione di tre cantieri di lavoro specifici. Questi cantieri si concentreranno su tematiche di grande rilevanza sociale: la solitudine e il suo impatto sul mondo dell’educazione, l’analisi dei consumi e il problema crescente della povertà energetica, e infine le sfide legate al lavoro e alla casa. L’obiettivo, come sintetizzato da Gennai, è chiaro: “Perché per fare politica servono proposte concrete”, evidenziando la necessità di azioni mirate e tangibili.

Claudio Bassetti, presidente del CNCA Trentino-Alto Adige, ha aperto i lavori dell’evento richiamando l’attenzione sull’evidente aumento della povertà e delle disuguaglianze sociali. I dati presentati hanno ribadito che il rischio di povertà interessa circa 50.000 persone nella provincia di Trento. Il fenomeno del lavoro povero, che vede 40.000 individui con un impiego incapaci di sostenere le proprie spese, rappresenta una delle criticità maggiori. Il quadro sociale è ulteriormente aggravato dalla presenza di circa 8.000 minori in condizioni di povertà e da una mobilità sociale che appare bloccata per coloro che nascono in contesti familiari svantaggiati, rendendo difficile l'ascesa sociale.

L’analisi di FragilItalia 2026: uno sguardo sulla società

Un ulteriore approfondimento è stato offerto da Enzo Risso, direttore scientifico di Ipsos Doxa, che ha illustrato i risultati dell’indagine FragilItalia 2026. Questa ricerca, condotta alla fine di settembre su un campione rappresentativo di 800 cittadini italiani, ha rivelato una percezione diffusa di fragilità economica. In particolare, il 54% degli intervistati si colloca al di sotto del ceto medio. Questa percentuale si suddivide ulteriormente: il 34% si identifica nel ceto medio in caduta, il 16% nel ceto fragile e un 4% nella lower class. Riguardo alla mobilità sociale percepita, il 25% degli intervistati ha dichiarato di essere sceso nella scala sociale negli ultimi anni, mentre il 68% ha percepito di essere rimasto fermo nella propria posizione.