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Il Rally Dakar (conosciuto anche come ex Parigi-Dakar) è il più famoso rally a due e quattro ruote [VIDEO] (auto, Moto, camion e quad) al mondo. Quest'anno, fra i partecipanti folli e temerari che si sfideranno in questa ardua gara, ci sarà anche Nicola Dutto, il primo pilota paraplegico a sostenere questa dura prova con il numero 143.

Una avventura che aprirà una nuova pagina nella storia della Dakar con Il numero 143 del cuneese Nicola Dutto, primo pilota motociclista paraplegico ad affrontare con la sua squadra il rally più impegnativo e conosciuto al mondo.

Un'edizione 2019 dove si affronteranno le terre ancora vergini del Perù, fra dune e sabbia, percorrendo oltre 5 mila chilometri da Lima, la capitale peruviana, con partenza prevista domenica 6 gennaio e con arrivo 17 gennaio, sempre nella capitale.

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Nicola Dutto

Era l'anno 2010 quando Nicola, durante le prove del campionato europeo Baja, a Pordenone in Friuli Venezia Giulia, ebbe un brutto incidente motociclistico, perdendo così l'uso delle gambe. Una lunga riabilitazione con un duro lavoro, sia fisico ma sopratutto mentale, gli diedero il coraggio e la forza di ritornare a gareggiare, due anni dopo il fatale incidente, alla Baja Aragon in Spagna come primo pilota paraplegico capace di correre ed essere alla pari dei suoi avversari privi di handicap. 49 anni il prossimo 13 gennaio, Nicola Dutto debutterà alla Dakar in Perù, in sella alla sua Enduro KTM, equipaggiata di uno speciale roll-bar per la protezione alle gambe, con uno schienale fatto su misura e dei comandi al manubrio che gli permetteranno di gestire freno e cambio marce.

La Dakar ed il gran sogno

Per Dutto la gara non è qualcosa di improvvisato ma dopo sei anni in sella ad una moto come paraplegico, e dopo aver partecipato alle stesse gare di una volta in giro per il mondo, con un problema in più, il sogno è finalmente arrivato.

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Due anni che si allena per la Dakar, preparandosi giorno per giorno ed abituando il corpo e la mente ad ogni situazione, allenandosi addirittura in una nazione non molto lontana da noi ma che possedesse quasi le medesime caratteristiche del Perù, il Marocco.

L’obiettivo finale

Per Nicola, come per tutti i partecipanti, l'obiettivo finale sarà quello di partire e, soprattutto, arrivare fino alla fine sano e salvo. Una bella avventura da vivere fino in fondo che trasformerà un sogno in realtà. La partecipazione di Nicola, oltre ad essere un’impresa sportiva a tutti gli effetti, sarà vista anche come un messaggio di speranza [VIDEO] per tutte quelle persone con gravi problemi fisici ma che non hanno mai perso la voglia di sognare e portare a termine i loro obiettivi.