“Il regalo”, così gli estorsori definiscono il “pizzo”. Per gli amici, per i carcerati, per se stessi. Ed è quello che avrebbe preteso Luigi Esposito, noto come “Gigino o’ sciamarro”, da un imprenditore che si era aggiudicato la gara per la vigilanza privata all’Asl Napoli 3 Sud, di cui il distretto di marigliano fa parte. Lo avrebbe fatto in due momenti, prima a giugno del 2015, poi a luglio scorso. “O’ sciamarro”, 44enne, è stato arrestato ieri in esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della Dda.

Un provvedimento spiccato anche nei confronti del 30enne Agostino Filippini, detto “o’ lion”. I due, pregiudicati, sono ritenuti responsabili di tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso.

Il blitz

I carabinieri del nucleo investigativo e della compagnia di Castello di Cisterna per acciuffarli hanno assediato il rione Pontecitra. C’erano gazzelle ovunque l’altra mattina. Per l’operazione ci si è avvalsi anche di un elicottero, che ha sorvolato la zona durante le incursioni. Un blitz nel corso del quale i militari hanno eseguito delle perquisizioni che hanno portato al sequestro a carico di ignoti di circa 20 grammi di cocaina, 500 grammi di marijuana e 30 grammi di hashish.

Le accuse

Sulla base di quanto è venuto fuori dalle indagini a cui hanno lavorato gli '007' del nucleo investigativo, diretti dal maggiore Michele D’Agosto, Esposito in un primo momento - a giugno dell’anno scorso - avrebbe avanzato la sua richiesta di denaro – importo mai quantificato – entrando in contatto con un dipendente dell’azienda, fidanzato della figlia dell’imprenditore.

Secondo quanto denunciato, in un incontro avvenuto in un appartamento a Pontecitra gli avrebbe detto: “Vai a dirgli che mi deve fare un regalo per l’appalto che ha vinto all’Asl e che se non si presenta da me so io come devo fare: mando due ragazzi dei miei a sequestrare due guardie e così vedi come si presenta”. A distanza di un anno, poi, sarebbe stato Agostino Filippini a rivolgersi al proprietario di un’agenzia di pompe funebri di Saviano per chiedergli di riferire all’imprenditore che “o’ sciamarro” desiderava incontrarlo perché voleva “un regalo affinché potesse continuare in tranquillità il servizio di vigilanza presso Asl di Marigliano”. Il titolare dell'istituto di vigilanza già negli anni passati aveva denunciato richieste estorsive: nel 2006 o 2007 due soggetti si presentarono armati presso la sede dell’Asl con una moto di grossa cilindrata e intimarono al vigilante di turno di riferire ai suoi datori di lavoro di “mettersi a posto con gli amici di Marigliano”.

Un imprenditore coraggioso, quindi, nonostante il timore di subire ritorsioni. Un timore dettato, in quest'ultimo caso, dalla caratura criminale degli indagati.

Il profilo degli indagati

Esposito è ritenuto elemento di spicco del clan Capasso, articolazione del clan Alfieri il cui capo Antonio Capasso “o’ sfaldist” è attualmente in carcere. Il suo spessore nella malavita locale si può ricostruire anche mettendo insieme le dichiarazioni fornite nel tempo da diversi collaboratori di giustizia, e viene fuori da diverse intercettazioni telefoniche. Alla cosca dei Capasso si ritiene che in questo momento sia vicino anche l’altro indagato, Filippini, soggetto gravitante nella criminalità attiva tra Marigliano e San Vitaliano.