La chiesa del Carminiello a Toledo è uno dei “luoghi nascosti” di Napoli, incastonata nei Quartieri Spagnoli. Eretta e consacrata alla Madonna del Carmine nel Seicento per volontà della marchesa Isabella de Mendoza y Alarcon, divenne presto un rifugio per le donne convertite al cattolicesimo. Successivamente fu affidata alla Congrega dei 63 sacerdoti devoti a San Carlo Borromeo, da cui deriva l’attuale nome. Dal 1835 la chiesa ha conosciuto quasi due secoli di abbandono, fino al 2020, quando l’Associazione di Gioventù Cattolica ha avviato un progetto di riqualificazione.
Gianfranco Wurzburger, presidente di Asso.Gio.Ca., in un’intervista a Blasting News ha illustrato i prossimi obiettivi, ripercorrendo al contempo le origini e la storia della chiesa.
Le parole del presidente di Asso.Gio.Ca.
Un suo pensiero sulla chiesa del Carminiello.
La chiesa di San Carlo Borromeo, detta “Carminiello a Toledo”, è un sogno realizzato: il 2 settembre 2022, in occasione dell’esposizione "Bill Viola - Ritorno alla Vita", dopo circa trent’anni di chiusura, è tornata visitabile. Oggi ospita mostre ed eventi ed è sede di un centro giovanile. Asso.Gio.Ca. è costantemente alla ricerca di nuovi spazi e occasioni per sottrarre i ragazzi alla strada, coltivando progetti e iniziative che ne favoriscano la crescita.
L’obiettivo è costruire identità consapevoli e responsabili. In questo percorso si inserisce anche la riapertura della chiesa di San Carlo Borromeo (Carminiello a Toledo, di proprietà della Congrega dei 63 sacerdoti), concessa in comodato d’uso ad Asso.Gio.Ca.
A novembre, all’interno della chiesa, si terrà anche una giornata FAI: un traguardo significativo.
Da sempre lavoriamo sul territorio per la salvaguardia dei beni culturali: la nostra associazione punta a formare i giovani alla cura dei monumenti, al rispetto dell’arte e alla tutela dell’ambiente. La giornata FAI rappresenta il coronamento di un lavoro svolto con serietà e dedizione: ne siamo grati e onorati.
L'importanza di un'associazione sempre attiva sul territorio
Ritiene che ci siano i presupposti per un futuro restauro della chiesa?
Non solo ci sono i presupposti, ma dobbiamo lavorare tutti affinché ciò accada: il Carminiello è un bene da tutelare e non possiamo permettere che vada perduto. La città deve impegnarsi per il restauro. Noi ci siamo e lavoriamo per questo.
Parliamo di Asso.Gio.Ca., che dal 1997 ha dato vita a molti progetti: oggi è un punto di riferimento indispensabile per la Campania. Che ne pensa?
Veramente tanti. Voglio ricordare i più significativi: dalla presenza dei nostri volontari del servizio civile (ormai oltre 150, impegnati in maniera capillare su tutto il territorio) alla collaborazione con enti del Terzo Settore (istituti scolastici, associazioni, parrocchie, forze dell’ordine, pubbliche amministrazioni e fondazioni), fino al nostro fiore all’occhiello: il Giardino degli Scalzi.
Questo spazio di oltre 2.700 mq, ricevuto in comodato d’uso dall’Arciconfraternita dei Pellegrini nel 2013, ospita numerose attività per e con i giovani, nell’ottica della salvaguardia ambientale, e comprende anche un orto urbano in vico Lungo Sant’Agostino degli Scalzi. Inoltre, non va dimenticata la nostra presenza a Forcella, con la cura dello spazio-gioco comunale dedicato ad Annalisa Durante (l’adolescente uccisa per errore durante uno scontro tra malavitosi) e con le attività ludiche per circa 60 bambini tra i 3 e i 6 anni, nei locali della storica Arciconfraternita della Disciplina della Santa Croce, che dispone di un giardino legato alla vicenda della Congiura dei baroni. Infine, nel quartiere Montesanto il nostro impegno si concretizza nel Centro didattico dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, con attività di recupero scolastico per circa 60 bambini di scuola primaria e secondaria, suddivisi tra le due sedi di via Giovanni Ninni 4 e via Giovanni Ninni 19. L’obiettivo è sempre quello di trasmettere l’importanza dell’istruzione e della legalità a bambini che vivono realtà difficili.