Il sistema pensionistico italiano fa riferimento all'ultima riforma Fornero. Questo il canale per restare al corrente su tutte le ultime novità.

Pensioni

Il sistema pensionistico italiano fa riferimento all'ultima riforma dell'allora ministro Elsa Fornero.

Definizione di pensione

Con il termine 'pensione' viene definita quella rendita che può essere vitalizia oppure temporanea che viene erogata ad una persona fisica in seguito ad un rapporto giuridico con l'ente oppure la società che è tenuta obbligatoriamente ad elargire a tutela di un rischio che può essere quello legato alla longevità, all'inabilità, all'invalidità etc. Il sistema pensionistico pubblico, così come attualmente è regolamentato nel nostro Paese, prevede l'obbligo di pagare agli enti previdenziali dei contributi che possono assumere le caratteristiche di imposte dirette oppure indirette. Le pensioni che vengono erogate, pertanto, vengono finanziate proprio da tali imposte.

I tipi di pensione che attualmente vengono erogate dallo Stato italiano sono la pensione di vecchiaia, quella di anzianità, di invalidità, di reversibilità, di guerra, pensione ai superstiti e la pensione indiretta. Grande clamore sta facendo ultimamente la riforma della pensioni sottoscritta dall'allora Ministro del lavoro Elsa Fornero, durante l'esecutivo del Presidente del Consiglio, Mario Monti: la riforma arrivò durante un momento di grave crisi economico-finanziaria dello Stato italiano che iniziò nell'estate del 2011 con la crisi derivante dal debito pubblico e con il serio rischio da parte della pubblica amministrazione e degli enti previdenziali di non riuscire a pagare gli stipendi pubblici e le pensioni.

La legge Fornero, eccessive limitazioni

La Legge Fornero generò diverse polemiche sia per le norme, particolarmente aspre, che andarono a colpire le pensioni di anzianità, sia perché alcune categorie di lavoratori dovettero fare i conti con una normativa al quanto penalizzante: è il caso degli esodati, tutt'ora al centro di controversie politiche e sociali, oppure dei cosiddetti 'quota 96', oltre quattromila insegnanti della scuola che non sono riusciti ad avere l'accesso all'assegno pensionistico e che, tutt'ora, non possono ancora accedere alla pensione. In attesa di un'auspicata riforma del sistema pensionistico italiano, la legge Fornero rappresenta ancora il termine di confronto dal punto di vista legislativo. Da poco il Governo ha concesso la flessibilità in uscita alle categorie di lavoratori più disagiati, attraverso l' ape sociale e la quota 41. Grande successo ha ottenuto la prima ondata di istanze, oltre 66.000 quelle presentate entro il 15 luglio, la possibilità concessa dall'esecutivo aveva come obiettivo primario quello di mitigare la rigidità inflitta dalla riforma Fornero. Ora i lavoratori rimasti esclusi, come molti precoci e le donne, attendono con impazienza l'inizio della fase 2 tra governo e sindacati per comprendere se qualcosa in più, in termini di uscita anticipata, potrà essere concessa nella legge di bilancio 2018.

Gli ultimi sviluppi su pensioni precoci e anticipate

Le ultimissime novità al 3 ottobre sulla riforma pensioni [VIDEO]ed in particolare sui precoci e anticipate giungono in parte dalle ultime dichiarazioni dalla Corte dei Conti e di Bankitalia e dall'altra dalla proposta di protesta avanzata dagli iscritti al gruppo 'lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti'. Per il presidente Arturo Martucci della Corte dei Conti ed vicedirettore generale di Bankitalia, Luigi Federico Signorini, il Governo deve confermare la Riforma Fornero senza indietreggiare, in caso contrario vi sarebbero rischi di sostenibilità finanziaria. I 41isti, esausti dalle promesse non mantenute e realisti in vista dell'ultimo incontro, i primi di ottobre, tra Governo e parti sociali, invitano gli iscritti ad una giornata di sciopero bianco.

Pensioni precoci e Ape sociale: chi ha ottenuto 'si diritto' può procedere con la domanda

Chi ha ottenuto nei giorni scorsi, entro il 15 ottobre, risposta positiva dall'ente previdenziale sul proprio profilo ed è rientrato tra il 30% 'dei fortunati' ai quali l'Inps ha riconosciuto il diritto di poter accedere alla quiescenza con quota 41 o ape sociale, può procedere con la richiesta della vera domanda di pensione. Ricordiamo, infatti, che la 'certificazione dei requisiti' era solo il primo step per potersi vedere accreditato l'assegno pensionistico, ora dal momento che le graduatorie includeranno tutti coloro che hanno ottenuto 'si diritto se rientra tra gli ammessi', visto che i fondi a disposizione restano in abbondanza, è bene che, indipendentemente dall'arrivo della lettera per posta ordinaria, i lavoratori si apprestino a fare la domanda di pensione.

Pensioni 2018 e Ldb 2019: a che punto é la Riforma?

Si avvicina la ripresa dei lavori dopo la pausa estiva e con essa si arriverà anche ad una decisione definitiva in merito alla portata dei provvedimenti di flessibilizzazione del comparto previdenziale [VIDEO] all'interno della legge di bilancio 2019. L'intervento sul campo è fortemente atteso dai lavoratori, ma difficilmente potrà realizzare completamente il tanto atteso superamento della legge Fornero.Le ipotesi sul campo al momento vedono solo la quota 100 con vincoli precisi, 64 anni d'età e 36 di contributi, che penalizzerebbe quanti hanno avuto carriere discontinue, dal momento che verrebbero conteggiati solo 2/3 anni di contributi figurativi per raggiungere il montante. Inoltre l'assegno potrebbe venir ricalcolato col contributivo dal 96. La quota 41 sarebbe, stando alle ultime indiscrezioni, ormai sfumata, per lasciare spazio forse alla quota 42 dal 2020, insomma le intenzioni parrebbero ben distanti dalle promesse fatte in campagna elettorale. Anche le donne in attesa della proroga dell'opzione donna si dicono insoddisfatte dell'attuale

Quota 100 selettiva: le due ipotesi allo studio

Al momento pare vi siano 2 ipotesi allo studio, Quota 100 modulabile riguardanti alcune specifiche attività lavorative o età minima a 64 anni, con ricalcolo contributivo e appena due anni di contribuzione figurativa. Una seconda opzione riguarderebbe la quota 100 ma solo per i lavoratori in esubero, verrebbe applicata la modulazione dei requisiti anagrafici e contributivi mediante l'accesso a condizioni di uscita vantaggiose tramite l'istituzione di un fondo dedicato. Ipotesi che certamente scontenteranno i più.

Riforma pensioni, Ok al Def: accordo sul 2.4% deficit/pil

Si è sbloccata nella tarda serata di ieri la difficile discussione tenutasi in merito alla portata della legge di bilancio 2019. L'intesa raggiunta, dopo le titubanze del Ministro Tria molto più restio a sforare il 2%, prevede un rapporto deficit/pil fissato al 2,4%, per la gioia di Salvini e Di Maio che ritengono sia ora possibile la 'Manovra del Popolo'. Grazie all'accordo al rialzo sarà possibile avviare contemporaneamente sia il reddito di cittadinanza che la flessibilità previdenziale, resta da comprendere quale sarà la reazione dei mercati. Tutto oro quel che luccica?

Quota 100, la conferma: 62+38 senza penalità

Si fanno più chiari i contorni della prossima riforma delle pensioni, che comprenderà sicuramente l'uscita anticipata con quota 100. La misura non sarà però esente da vincoli, che saranno 2, uno anagrafico, 62 anni d'età, ed uno contributivo, occorreranno almeno 38 anni di contributi. L'onorevole leghista Durigon, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, conferma però che quota 100 sarà priva di penalità, in quanto lo scopo del Governo é favorire il ricambio generazionale. Misura questa che però beffa i precoci, troppo giovani e dunque fuori, e le donne, che difficilmente hanno 38 anni di contributi alle spalle.

Ok alla proroga opzione donna: ma cambiano requisiti

Occorre aver maturato entro il 31/12/2018 58 anni e 7 mesi se lavoratrici dipendenti e 59 e 7 mesi se autonome, confermati i 35 anni di contributi. Le lavoratrici che restano fuori chiedono, visto che i requisiti sono cambiati in corso ed al rialzo, che quanto meno vengano estesi i termini per maturarli, spostando la data utile al 31/12/2019. Cosa farà il Governo?

Pensioni anticipate 2019, Durigon conferma quota 100 e stop adv

Confermate sia la quota 100, si andrà in pensione da aprile 2019, per quanti avranno maturato i requisiti a gennaio ( 62 anni d'età e 38 di contributi), che lo stop dell'Adv per le anticipate e per i precoci. A confermarlo Claudio Durigon, sottosegretario al Ministero del Lavoro, che intervistato su La7 all'Aria che Tira e a margine di un convegno della Cisl conferma i dettagli delle due misure. Lo stop dell'adv é confermato per le anticipate, anche dal 2019, 'basteranno' 42 anni e 10 mesi,per gli uomini, e 41 anni e 10 mesi per le donne per accedere alla pensione, così come saranno sufficienti 41 anni per i precoci aderenti allal quota 41 strutturale per determinate categorie. Muta al rialzo invece il requisito per la pensione di vecchiaia che passerà da 66 anni e 7 mesi a 67 anni.

Manovra 2019 bocciata dall'Ue: cosa cambia sulle pensioni?

Dubbi, perplessità, ansia questo lo stato d'animo che si respira quotidianamente sui social ora che l'UE ha bocciato la Manovra 2019. L'Italia rischia la procedura d'infrazione,la situazione si fa seria. La domanda che molti cittadini si stanno ponendo e quali tagli potrebbero essere fatti alla Manovra per evitare la procedura suddetta. In tanti temono lo slittamento della quota 100 e della proroga dell'opzione donna, mancando ancora i decreti ad hoc. Ricordiamo che in Manovra sono stati soloindicati i fondi, 6.7mld per il 2019. Salvini e Di Maio in queste ore hanno rassicurato: si procede, la Manovra si farà'.

Pensioni 2019, Conte incontrerà i sindacati il 10/12

"Il prossimo 10 dicembre il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, incontrerà i sindacati. Lo confermano fonti di Palazzo Chigi. L'appuntamento è stato richiesto dagli stessi sindacati per discutere "le criticità" della manovra" (Ansa). Si spera dicono sia Cesare Damiano che i sindacati che l'apertura del tavolo di confronto possa portare ad aggiustamenti alla legge di bilancio, occorrono misure immediate come la proroga dell'ape sociale in scadenza. Atteso dunque con ansia l'esito di tale incontro anche da donne, precoci ed esodati. Servirà ancora a cambiare le sorti di quanti avevano creduto nel Governo del cambiamento o il superamento della Fornero passerà nel 2019 solo per la quota 100 da 62+38?

Pensioni 2018/2019: quota 100 diventa quota 104?

La proposta di Alberto Brambilla, esponendte previdenziale della Lega, ha messo tutti i potenziali beneficiari di quota 100 in ansia. Se passasse la sua proposta per tenere in linea i conti, la platea si restringerebbe. Potrebbero infatti accedere alla quota 100 dal 2019 solo quanti al 31/12/2018 abbiano maturato i requisiti (62+38) da almeno 2 anni, ragione per cui si tratterebbe in realtà di potervi accedere con quota 104 (64+40).

Pensioni anticipate, Conte incontra Junker: nuovi tagli su quota 100?

Il governo dell'Ue si aspetta che il presidente del Consiglio rinunci almeno in parte alla quota 100, la riforma delle pensioni cara alla Lega di Salvini. Conte ieri ha affermato dalla sua :" Abbiamo detto più volte che la legge Fornero non è un totem", rassicurando dunque sulle intenzioni del Governo di agire sulla riforma attuale. Ma poi ha confermato che sulla previdenza, "è in corso una interlocuzione con Bruxelles".

Pensioni 2019: spunta la clausola di garanzia sulla quota 100, i dettagli

Una clausola di garanzia su “quota 100” per rispettare il tetto dei 4,7 miliardi di spesa nel 2019. Strategia per far passare il nuovo saldo di deficit/Pil al 2,04%, la misura prevede che le finestre trimestrali di posticipo del pensionamento per chi lascerà il lavoro con quota 100 (62 + 38) possono allungarsi di altri mesi nel caso in cui le domande di pensione presentate all'Inps siano superiori rispetto al preventivato.

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