Erano davvero quattro gatti oggi apiazza Castello a Torino, quelli della Lega Nord, a manifestare contro il "golpe rosso"che ha annullato le elezioni a Presidente della Regione Piemonte diCota. Fra i quattro c'erano anche Zaia, governatore del Veneto, e ilsegretario delle Lega Salvini.

Come da copione la colpa è dei giudicicomunisti, che avrebbero dato manforte alla sinistra, la quale nonpotendo vincere per la normale via elettorale si affiderebbe alleprocure per demolire gli avversari. Che dire?

Non si può neancheparlare di complottismo d'accatto, perché i complottisti credono inquello che dicono, qui si tratta semplicemente di strategia. Irudimenti della propaganda, per chi li conosce anche un minimo,impongono di attaccare quando sei in difficoltà e di nongiustificarsi mai, anche quando le tue colpe sono schiaccianti. Attaccare,sfidando la logica e il ridicolo, anzi più è inverosimile è la tuadifesa, maggiore sarà il suo potere di cortocircuitare il giudiziodelle persone.

Non importa se Cota e 42 dei suoi sono anche indagatiper presunte irregolarità nei rimborsi regionali (Cota è famoso peressersi fatto rimborsare un paio di mutande verdi), tanto da farapparire decisamente stonato il loro sdegno risentito.

Non importa seil consigliere leghista Michele Iovine è stato già condannato a 2anni e 8 mesi per avere falsificato le firma della lista dei "pensionati perCota" (la lista ha preso ben ventisettemila voti), motivo per ilquale il TAR del Piemonte ha annullato le elezioni. Bisogna fare levittime e convincere ad ogni costo e suscitare almeno il dubbiodell'ingiustizia subita, è un tonico per i propri affiliati e servealmeno ad alzare la posta.

Il vero scandalo, come ha fatto notarequalcuno è la lentezza della sentenza: ben quattro anni per emettereun giudizio, a tempo quasi scaduto. Cota stava quasi per arrivare altraguardo della legislatura. Non è colpa dei giudici suppongo.

Se avessero fatto una vera riforma della giustizia negli ultimivent'anni, utile a sveltire davvero i processi e a fornire maggiori risorsealla giustizia, invece di perdere tempo ad allungare o restringere iprocessi a seconda dei casi, per aiutare un certo condannato perfrode, molto probabilmente il giudizio sarebbe arrivato prima.

Cota ha fatto quello che doveva fare, ha manifestato persino contro il comune senso del pudore per difendersi. Non si sa mai, gli italiani ci sono già cascati diverse volte e tentar non nuoce.

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