"L'amministratore delegato di Alitalia Del Torchio ha comunicato che Etihad ha inviato la lettera in cui ha risposto alle osservazioni della stessa Alitalia e credo che Alitalia stia valutando il contenuto delle proposte di Etihad", ha detto oggi il ministro Lupi. Ora il fatto è che la trattativa in questione va avanti da diversi mesi, e veniva data per fatta a dicembre scorso.

A dicembre, anzi, fonti interne alla compagnia aerea araba, citate dalla Reuters, dicevano che Etihad studiava i libri e i conti di Alitalia, e che "this is not the first time it has done so", cioè non era la prima volta che lo faceva.

E i giornali internazionali dicevano lo stesso.

Poi sono passati i mesi, ma non gli annunci. Ancora a marzo veniva annunciato a giorni il piano di Etihad su Alitalia. I problemi sono di tagli? Licenziamenti troppo pesanti? Di rotte? Di garanzie dal governo italiano? Di garanzie dalle banche italiane coinvolte nella gestione (e nei debiti) di Alitalia?

L'ultima lettera del carteggio, quella citata oggi dal ministro Lupi, parla delle stesse cose che sappiamo da mesi: debiti ed esuberi.

È un po' ridicolo che i giornali raccontino questa vicenda quasi fosse un problema di lettere che non arrivano in tempo, dando l'idea di credere che è in una lettera che si definiscono accordi come questi.

Date retta: Alitalia non ha futuro senza l'accordo, e la trattativa si sta facendo da mesi al telefono. Le lettere servono per tenere occupati Renzi e Lupi, che così possono fare annunci ai Tg.

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