A causa della crisi economica, gli italiani a quanto pare consumano sempre di meno. Si risparmia come si può su moltissime cose, compreso i generi alimentari: perché non vederlo come un dato positivo, invece di deprimerci e viverlo con angoscia e malinconia, come fossimo obbligati a tutta una lunga serie di ristrettezze?

La crisi non produce solo sconfitti, nel contempo stimola la creatività e l'ingegno

Dopo un buon piatto di pasta, per esempio, non abbiamo bisogno di un secondo (costoso). Basta una fresca insalata e ci guadagna pure la linea, oltre alla salute.

Inoltre, si può condire in mille modi, basta sbizzarrire la fantasia. E così è per le uova, le verdure, il pesce azzurro e altri alimenti a costo contenuto, con i quali si possono preparare piatti deliziosi in grado di soddisfare il palato più esigente. La crisi ci impone stressanti econtinue rinunce? Almeno in cucina, e in altre cose fino a ieri facilmente accessibili, a noi non resta altro che difenderci con la fantasia. La parola "frugale", un tempo legata solo alla necessità di risparmiare, oggi è diventata anche sinonimo di intelligenza, oltre che di eleganza. Cambiando modo di mangiare, al supermarket riempiamo il carrello di frutta, verdura, riso, pasta, e scarseggiamo con la carne, lo scatolame, i cibi pronti, dolci e grassi di origine animale.

I vantaggi sono tanti, è innegabile.

Sono cambiate molte altre cose, da quando è iniziata la crisi

Compriamo auto più piccole, per esempio. Nelle città si vedono molte più moto e motorini, agevoli nel traffico e facili da parcheggiare, oltre che contenuti nei costi. Si fanno vacanze più corte, si riscoprono mete turistiche vicinissime a casa, e sono molti quelli che decidono di recarsi nel paese natio, ospiti di parenti e amici.

Ci guadagnano pure città e paesi: con la crisi dei mutui, non è raro vedere nei weekend agenti immobiliari piantare fiori di fronte agli appartamenti in vendita, ridipingere androni delle scale, cambiare lampadine. C'è chi diminuisce il consumo di gas ed elettricità, chi sceglie di consumare solo prodotti non importati, e chi decide di recarsi al lavoro in bici per risparmiare sulla benzina.

Sono pochi quelli che stanno fermi a guardare: chi non c'è l'ha cerca di inventarsi un lavoro, uno qualsiasi pur di vivere decentemente, anche attraverso internet. Ognuno si muove, invece di restare fermo ad aspettare un miracolo che forse non avverrà mai, e senza scagliare la sua ira contro i vari governi. "Agiscono", nient'altro.