Nei primi 5 mesi del 2016 il bilancio è stato drammatico: 55 levittime di femminicidio. Ben quarantatre di questi delitti - secondo l'Eures (istituto di ricerche economiche e sociali) - sono avvenuti all’interno dello stesso nucleo familiare. L’ultimo, di mostruosa e inaudita ferocia, è quello di Sara Di Pietrantonio, la studentessa universitaria 22enne uccisa dall'ex fidanzato sabato notte a Roma. L'uomo non voleva rassegnarsi alla fine del loro rapporto sentimentale e così, prima l’ha aggredita, poi strangolata e infine le ha dato fuoco.

L'ennesimo caso di femminicidio scatena i social

Il popolo dei social, con l’hashtag #saranonsara, in brevissimo tempo ha reso virale l'accorato appello di un gruppo di donne - anche attraverso WhatsApp - ad esporre un qualsiasi oggetto rosso alle finestre come "simbolo del sangue versato dalle donne a cui mariti, ex fidanzati o corteggiatori rifiutati hanno tolto la vita". "Siamo decise a estirpare la cultura del femminicidio - si legge sull’appello - con una serie di azioni martellanti".

Una considerazione: sono casi limite ma, ammettiamolo, in pericoloso aumento.

Nonostante l'apparente uguaglianza tra i due sessi, le battaglie combattute per la parità dalle donne negli anni '70 e il femminismo, nulla sembra cambiato su questo fronte. Anzi, in un certo senso, le cose sono peggiorate: complice forse l'idea che hanno dato i media della donna negli ultimi anni, riducendola spesso solo ad un oggetto.

Le donne ancora oggi rinunciano a molte cose

C'è da riflettere parecchio sull'argomento: a quante cose, ancora oggi, sono costrette a rinunciare le donne? A moltissime, anche se alcune non vogliono ammetterlo nemmeno con se stesse.

Quanti desideri prorompenti, naturali, devono soffocare? Per esempio, vivere la straordinaria emozione di passare sulla spiaggia da sola una notte intera, in attesa dell’alba, oppure provare la tentazione di parlare con uno sconosciuto, respingendola allo stesso tempo per paura di eventuali devastanti conseguenze: in quanto donne, spesso questi desideri devono essere contrastati, soffocati, ricacciati indietro. Gli uomini, invece, non hanno mai avuto queste paure, né limiti: sono sempre andati a spasso di notte senza pericoli o particolari conseguenze, a parte rare eccezioni; e possono anche camminare sulla spiaggia, in piena notte, sdraiarsi sulla sabbia bagnata e perfino dormirci, tranquilli e beati, in attesa di veder nascere il sole all'orizzonte.

Un uomo non rischia particolari violenze quando è da solo

Se una bella sconosciuta, incontrata in un luogo solitario e appartato stuzzica la loro curiosità, non hanno altro che da "proporsi" più o meno educatamente: di grave, cosa potrebbe mai succedergli? Una sberla, un “no” deciso o l'indifferenza assoluta potrebbe essere il massimo del risultato, se hanno esagerato con le avances.Molte donne, invece, non possono fare a meno di provare malinconia e rabbia: uno struggente rimpianto per le rinunce, le emozioni che non hanno potuto vivere e per i pezzi di vita che si sono perse per questo motivo, in quanto donne.

E succede ancora oggi, nel 2016.

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