Il Venezuela è alla fame. Ieri a Caracas centinaia di cittadini, letteralmente 'affamati' hanno manifestato calorosamente per le strade di Caracas all'urlo "abbiamo fame". Manifestanti arrestati e repressi dalle forze dell'ordine con la collaborazione dei "colectivos" bande armate assoldate dalla dittatura di Maduro. Un paese senza pace a causa della mancanza di cibo e di farmaci.

Persone, tra cui madri di famiglia, disperate si sono avvicinate alla residenza presidenziale di Miraflores e la tensione è salita quando la polizia ha circondato e usato violenza nei confronti di reporters e giornalisti nell'atto di fotografare la violenza sui cittadini.

Bisogna evidenziare che il numero di decessi, soprattutto di bambini, senza la possibilità di curarsi per malattie anche gravi è cresciuto notevolmente.

L'80% dei venezuelani vorrebbe fuori dal potere

Una dittatura che si avvicina, sempre di più, a quella della Corea del Nord, dove, si sa, non è possible parlare, manifestare, postare fotografie contro il governo.

Il presidente Maduro, che circa l'80% dei venezuelani vorrebbe fuori dal potere, ha lanciato accuse, come al solito, contro l'Impero, ma anche contro i media spagnoli che stanno testimoniando la tirannia e la sofferenza di un popolo i cui Diritti Umani non vengono per niente tutelati.

Il presidente del Parlamento, in mano all'opposizione, Henry Ramos Allup, ha dichiarato che, malgrado il voltafaccia di Macri il quale, contrariamente alle dichiarazioni fatte al momento delle sue elezioni, si è detto d'accordo a un dialogo piuttosto che all'attivazione della Crta Democratica dell'OSA, il governo ha subito un duro colpo dall'organismo.

Un dialogo che il popolo non vuole, dal momento che servirebbe solo per prendere tempo e lasciare ancora al potere Maduro, il peggiore capo di Stato dell'America Latina e della storia del Venezuela, paese che non ha mai attraversato una crisi umanitaria di questo livello.

La stragrande maggioranza dei venezuelani chiede il referendum revocatorio,  la raccolta di milioni di firme, che il CNE, affiliato di governo, s'intestardisce a non considerare nemmeno.

Occorre ricordare che sono ormai centinaia i prigionieri politici tra cui il Sindaco di Caracas Antonio Ledezma, agli arresti per non trovarsi in linea con il regime che ogni giorno si macchia di più, del mancato rispetto  dei diritti dell'uomo.

Referendum temuto dal regime, il  revocatorio significherebbe per i suoi capi, processi per crimini contro l'umanità, ma anche per corruzione e narcotraffico internazionale.

Enorme differenza tra Maduro e opposizione

La preoccupazione internazionale guarda con attenzione le vicissitudini del paese. Vi è un enorme differenza tra Maduro e opposizione che, di fatto, è maggioranza. Quest'ultima rispetta la legalità e ha approvato una legge di Amnistia per liberare tutti i prigionieri politici.

incarcerati senza un motivo. Tra cui Leopoldo Lòpez, ex sindaco di Chacao in regime di detenzione da oltri due anni. Si parla anche di atti intimidatori, torture fisiche e psicologiche su giovani manifestanti arrestati. La risposta di Maduro è stata quella di radicalizzare ulteriormente il suo regime, impassibile di fronte alla miseria e alla disperazione dei venezuelani, mettendo l'opposizione nel difficile ruolo di cuscino tra popolo e regime, regolarmente provocata dal governo affinché la lotta si trasformi in uno scontro cruento.

Il Venezuela ha bisogno di aiuto internazionale, dell'interessamento di tutti i paesi del mondo, lasciando da parte populismo e colori politici, in questo momento è la popolazione,  a farne le spese. I poteri sono tutti accentrati nel Regime, gestiti direttamente da Maduro che, per giunta, si è completamente disinteressato alla necessità dei cittadini.

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