La società industriale, fortemente competitiva e basata sui consumi e sui ritmi produttivi sempre più intensi, è inevitabilmente una società che tende a discriminare gli elementi più deboli del tessuto sociale condannandoli all'emarginazione. La società industriale accetta solo chi è in grado di produrre e chi è in grado di consumare, il primo perché rappresenta l'ingranaggio indispensabile alla grande macchina dell'economia, il secondo perché rappresenta il mercato e, pertanto, con la sua domanda di merci e servizi attiva la macchina produttiva.

Chi non riesce ad inserirsi in questa società diventa il principale attore dell'emarginazione.

Stiamo parlando di quelle persone che rimangono sole non per propria scelta ma perché la vita le ha costrette. Questo fenomeno riguarda soprattutto le grandi città e le grandi zone industriali piuttosto che i piccoli centri e le zone di campagna. Le persone sole subiscono una riduzione funzionale di specifiche aree cerebrali. Malattia che le rende "insensibili". I ricercatori hanno dimostrato, mediante indagini di risonanza magnetica funzionale, che una particolare zona del cervello che ha a che fare con la ricompensa entra in funzione quando una persona riceve cibo, soldi e gratificazione sociale, si attiva meno nelle persone sole rispetto a chi non lo è.

Come dire che i solitari non sono più capaci di empatia. La solitudine è dannosa per la Salute almeno quanto lo è il fumo di sigaretta.

Non dobbiamo quindi dimenticare che una società capace di valorizzare tutti, anche i più deboli è una società più ricca per tutti, capace davvero di offrire la vera ricchezza, quella spirituale, quella degli autentici valori umani ad ognuno di noi. Solo in una società che mette al primo posto il senso umano autentico, la ricerca del contatto vero tra gli individui può essere una società davvero felice.

La nostra società non mette al primo posto gli autentici valori umani, come la libertà, l'onestà, la solidarietà, ma vi mette dei veri e propri disvalori come esibizionismo, consumismo, arrivismo e profitto sociale.

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