torino è una gran bella città. In questo periodo dell'anno il capoluogo piemontese ospita contemporaneamente alcuni degli eventi che più attraggono l'audience di un determinato target. Infatti di per sé Torino rappresenta un luogo cruciale per la produzione e promozione delle arti contemporanee, una fase storica che stimola l'attività celebrale dei suoi avventori molto più delle altre e che spesso in Italia risulta poco compresa per la sua indole fortemente concettuale.

Basti sapere che nel solo week end del 04-07 novembre sono state presenti in città ben 4 manifestazione diverse, tutte realizzate nel nome di due concetti basilari: l'arte e la contemporaneità. Stiamo parlando di Luci d'Artista, Paratissima, Artissima e del Club to Club.“Piccoli Spiriti Blu” di Rebecca Horn (Monte dei Cappuccini), artista concettuale tedesca e "Luì e l’arte di andare nel bosco” di Luigi Mainolfi (via Garibaldi).

Sono le opere di Luci d'Artista che più hanno un impatto nel panorama cittadino per la loro posizione e per il loro calibro significativo. La prima, sulla riva del Po accanto la Grande Madre, entrambe imponenti, insieme al motivo decorativo delle nuvole basse e della foschia tipica di quei colli, rievoca suggestioni fantascientifiche e spirituali al contempo; la seconda in Via Garibaldi è un'installazione che riporta un passo del testo di Guido Quarzo, una fiaba che ha come tema centrale la bellissima metafora destinata ai più piccoli sull'importanza dell'arte per la sopravvivenza esistenziale di ogni individuo.Passando a tutt'altra arte, non si può non parlare, ad esempio, dell'evento più atteso della scena elettronica autunnale italiana.

Il #C2C, tra Lingotto e Venaria Reale, quest'anno alla sua sedicesima edizione, ha riscosso tanti apprezzamenti e opinioni positive, proprio per la poetica intrinseca all'intera rassegna che quest'anno la direzione artistica ha deciso di realizzare. Una serie di producers e collaborazioni in calendario hanno composto questa rassegna di musica elettronica partendo dal concetto archetipico di ritmo, lontano dalla centralità delle glitterate scene europee e d'oltreoceano (tra i presenti Laurent Garnier e Dj Shadow in qualità di degni esponenti della scena occidentale) e figlio delle terre dell'altrove, del continente africano e di quello sudamericano.

Interessantissimo il nuovo progetto di Johnny Greenwood con l'ensemble indiano Rajasthan Express ed il live tutto gqom di Durban, un genere del tutto nuovo che fonde i poli terrestri con sonorità kwito, hip hop e ritmi tradizionali sudafricani.

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