Davvero GRILLO diffonde il morbillo? Un confronto tra i risultati elettorali, come registrati sul sito del Ministero dell’Interno in occasione delle ultime elezioni politiche nazionali (febbraio 2015), e quelli del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto Superiore di Sanità attesta che la diffusione dei grillini, guardando ai consensi elettorali, è ben più ampia di quella del morbillo.

La correlazione tra grillismo e morbillo è stata ipotizzata nell’editoriale del New York Times "Populismo, politica e morbillo" nel quale l’autorevole testata americana scrive: "I vaccini sono tra i più grandi successi della scienza medic,a una difesa facilmente somministrata contro malattie comuni spesso mortali come il morbillo, la polio, il vaiolo, la tosse e il cancro alla cervice uterina.

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Eppure la paura dei vaccini si è diffusa negli ultimi due decenni". I dati del Centro nazionale per la prevenzione attestano che su 1920 nuovi casi di morbillo registrati nel primo quadrimestre di quest’anno, le quote maggiori si sono registrate in Lazio e Piemonte, rispettivamente con 570 e 429 nuovi casi, e a seguire in Lombardia e Toscana (rispettivamente 241 e 236 nuovi casi). I dati elettorali registrano che nel Lazio e ancor più in Piemonte il MoVimento 5 stelle nel 2013 è stato forte e anche molto forte.

Nel Lazio è stato il partito più votato nella circoscrizione 1 della Camera (689.613 preferenze, pari al 28,48% del totale degli elettori che hanno espresso un voto valido) ed il secondo più votato nella circoscrizione 2 della Camera (240.880 dei consensi validi espressi, 26,8% del totale), nonché la seconda maggior forza (in quest’analisi si prendono in considerazione i voti ai singoli partiti, non quelli dei cartelli elettorali in base ai quali un partito concorre o meno alla vittoria della competizione per il governo) nell’unica circoscrizione regionale del Senato (785.929 schede, 25,87% del totale).

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Nel Piemonte i grillini sono stati la prima forza politica in entrambe le circoscrizioni della Camera (per la quale si vota già a 18 anni, mentre per il Senato solo dai 25 anni in poi), rispettivamente con 393.079 voti (29,15% del totale) in Piemonte 1 e 313.573 voti (25,77%) in Piemonte 2.

Ma guardando alla terza e quarta regione col maggior numero di nuovi casi di morbillo, risulta che i grillini sono stati soltanto la seconda sigla politica più votata in Toscana, sia alla Camera che al Senato (532.699 voti, 24,01% del totale e 468.662 voti, 22,70% i relativi dati) e addirittura terzi, dietro quindi sia al centrodestra che al centrosinistra, in tutte e 3 le circoscrizioni della Camera della Lombardia (Lombardia 1 voti 472.154, percentuale 20,45%; Lombardia 2 voti 462.797, percentuale 18,36%; Lombardia 3 voti 191.195, percentuale 21,20%) come pure nell’unica circoscrizione regionale del Senato (928.156 i voti, 17,44% la percentuale sul totale).

Ed ancora, gli elettori che hanno dato fiducia a Beppe Grillo e al suo movimento sono stati molto numerosi anche dove viceversa poche sono le persone che hanno contratto il morbillo: la Basilicata ha registrato un solo nuovo caso di morbillo nei primi 4 mesi di quest’anno, eppure i pentastellati hanno preso 75.260 voti (24,27% del totale) alla Camera e 63.842 voti (22,88%) al Senato, risultando la seconda forza politica più gettonata in quella Regione per ciascuno dei 2 rami del Parlamento.

Per meglio inquadrare la tesi del Nyt c'è da considera anche il fatto che sia Roma che Torino hanno scelto di affidarsi una giunta pentastellata ed entrambi i capoluoghi regionali rappresentano il maggior agglomerato della popolazione di Lazio e Piemonte (i 2.864.731 abitanti censiti dall’Istat al 31 dicembre pesano per circa la metà sull’intera popolazione di oltre 5,8 milioni di abitanti del Lazio e gli 890.529 torinesi censiti dall’Istat al 31 dicembre 2015 sono circa un quinto degli oltre 4,2 milioni di piemontesi).

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Come detto precedentemente, la tesi del Nyt appare tuttavia parziale perché quanti hanno dato fiducia a Grillo sono molto più numerosi e diffusi in tutta la penisola di quanti hanno contratto il morbillo.