Il 17 luglio è stata la giornata mondiale delle faccine di Facebook. Questo potente social media è oramai il terreno di divulgazione delle notizie. E anche la questione sui vaccini non fa eccezione. L'8 luglio scorso si è tenuta a Pesaro la manifestazione Freevax, che ha raccolto decine di migliaia di persone. C'è un intero popolo però che si confronta, tra mille dubbi, paure e rabbia, anche su Facebook.

Politici e vaccini: ciascuno dice la sua

Abbiamo parlato del senatore Vincenzo D'Anna, che chiedeva al governo di dare risposte sulle "fetenzie" che potrebbero essere nascoste nei vaccini. Dal suo sito il senatore riporta l'estratto della recente seduta n. 862 del 19 sull'obbligo dei vaccini.

Secondo il senatore, i dati Codacons parlano delle razioni avverse ai vaccini segnalate dall'Aifa - l'agenzia italiana del farmaco - negli ultimi 3 anni.

Ci sarebbero state infatti 21.658 reazioni avverse di cui 454 con gravi danni al sistema neuro-motorio e 5 decessi. D'Anna aggiunge che, sempre secondo l'Aifa, ci sarebbe stato un aumento del 40 per cento di deficit neurologico collegabili all'alluminio presente nei vaccini. I dati sono in effetti allarmanti, e D'Anna chiede di nuovo chiarimenti. Proprio su questi temi i gruppi Facebook si moltiplicano.

Si tratta di comunità virtuali che raccolgono migliaia di iscritti, come il gruppo "Vaccini? No grazie!".

In questo gruppo si confrontano, come si legge in home page, tutti quelli che vogliono "informare e informarsi sui danni da vaccino". Proprio poche ora fa è stato condiviso il video dell'intervento in aula di Paola Taverna del movimento 5 stelle, arrivato già a più di 270mila visite.

Vaccini puliti, il gruppo che chiede la rimozione delle contaminazioni

Un altro gruppo molto attivo nella divulgazione delle informazioni è quello chiamato "Vaccini puliti.

Rimozione dal commercio dei prodotti contaminati". Conta più di 8000 iscritti. Sullo stesso profilo del gruppo si possono leggere molte informazioni, finanche un piccolo cartone animato realizzato a scopo divulgativo. Il gruppo diffonde anche informazioni utili sulle novità introdotte dal vaccino, come ad esempio -riportando dati Aifa- cosa devono e non devono fare i bambini con età maggiore ai 4 anni che non hanno fatto l'esavalente. Molto spesso infatti i genitori si trovano privi di nozioni davanti a un obbligo che non capiscono e non accettano.

Quanti sono in Italia i danneggiati dai vaccini, e nel mondo?

E' quello che si chiede il gruppo omonimo. Abbiamo già parlato delle cause perse dal ministero della salute in sentenza che hanno accertato al di là di ogni ragionevole dubbio il legame tra vaccini e danni neurologici. Sui social sempre più genitori si confrontano, scambiandosi timori, dubbi, esperienze drammatiche. Come quelle che si possono leggere nel gruppo Vaccini e malasanità, informati per tutelare la tua famiglia. In home page la foto di un libro edito da Macron in cui un padre racconta la sua personale esperienza dopo la vaccinazione dei propri gemelli.

Tutte esperienze negative, come i dubbi che corrono in questi gruppi. Tuttavia l'informazione ufficiale riporta gli avanzamenti del governo, i decreti, le sanzioni, senza però dare voce a chi chiede di sapere cosa c'è dentro un prodotto che è diventato obbligatorio grazie ad un decreto legge d'urgenza secondo molti non giustificato da una reale epidemia.

L'ombra dell'illegalità nel business miliardario dei vaccini

Su questo si concentra, tra le altre cose, il gruppo chiamato "Vaccini, giù le mani dai nostri figli". Sul gruppo è possibile visionare diversi articoli e filmati, anche della stampa estera, in cui si mostrano gli effetti avversi dei vaccini e gli scandali della sanità corrotta, come ad esempio lo scandalo che arriva dalla Svizzera e che ha travolto la casa farmaceutica Sandoz, che avrebbe condotto test illegali su pazienti ignari. Troppi interessi, troppo denaro intorno a un argomento che tocca da vicino praticamente ogni italiano. Ben vengano allora i gruppi Facebook in cui i genitori trovano risposte, confronto e sostegno reciproco, ciò che sembra mancare proprio dalle istituzioni.

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