Il dibattito del momento

Dalla radio alla stampa, dal web alla televisione, in queste ultime settimane il dibattito sui vaccini obbligatori in Italia è certamente uno degli argomenti più caldi e maggiormente discussi.

Come d'abitudine, mi sono informato molto sulla questione, che mi ha fatto scoprire varie sottigliezze della stessa che non conoscevo, capendo innanzitutto che il tema dei vaccini e di simili medicamenti sia molto più esteso di quanto immaginassi. L'obiettivo di questo articolo è condividere le informazioni da me raccolte, seguendo il filo logico da me creato, e sperando che possa aiutare anche tutti voi a creare il proprio filo sulla questione.

Vorrei cercare, quindi, di isolare questo delicato dibattito da tutte le questioni ideologiche e politiche di cui ormai si è ampiamente adornato e passare ad analizzare unicamente alcuni dettagli intrinsechi di questa questione.

I vaccini in Europa

Partiamo da questo dato: in Italia i vaccini obbligatori sono passati nel 2017 da quattro a dieci. Proprio ieri in una trasmissione radiofonica una voce adirata contraria a questo aumento specificava che l'Italia è l'unico Stato in Europa ad avere dieci vaccini obbligatori: non è vero.

In primis, non siamo l'unico Stato ad averne 10, siamo in compagnia, infatti, di Slovacchia e Ungheria.

Le nostre "dirimpettaie" Slovenia e Croazia non sono molto distanti da noi (ne hanno nove), e inoltre ci sono ben altri quattro Stati europei che ne hanno più di noi (Bulgaria, Repubblica Ceca e Polonia con 11, e Lettonia con addirittura 13). Non siamo quindi gli unici, e per di più non deteniamo il record europeo.

Tuttavia, se guardiamo il resto degli Stati europei, alcune domande (per lo meno a me) sono sorte spontanee. Infatti, tra i restanti membri della Ue, troviamo la Grecia con 4 vaccini obbligatori, la Francia con 3, mentre tutti gli altri sono accomunati dall'averne lo stesso, identico numero: zero.

Perché Stati di assoluto rilievo nel panorama europeo come Germania, Spagna o Inghilterra, come quasi ogni Stato del Nord Europa - simboli di alta qualità di vita e di benessere dei cittadini - non hanno nessun vaccino obbligatorio e noi, invece, siamo passati ad averne dieci?

Le ragioni dell'aumento

Come già anticipato, i vaccini obbligatori nel nostro Paese erano già quattro (anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B) ai quali ora sono stati aggiunti l'anti-pertosse, anti-Haemophilusinfluenzae tipo B, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella.

Molte di queste malattie sono oggigiorno molto rare, molti di noi le ha magari sentite nominare soltanto dai nostri genitori o nonni, alcune di esse le abbiamo avute noi stessi da piccoli, curandoci con antibiotici e classici rimedi "della nonna" (io per esempio ricordo i bagni con l'amido per far passare il prurito terribile della varicella).

In ogni caso, anche se raro, è possibile ancora oggi contrarre queste malattie, anche quelle ormai "passate di moda". Ricordiamo il caso di difterite che nel 2015 ha colpito un bambino spagnolo e che è terminato con il più tragico degli epiloghi. È, quindi, comprensibile il fatto di voler proteggere noi e in particolar modo i più piccoli da queste patologie che possono diventare letali.

L'obbligatorietà dei vaccini è perciò giustificata dal raggiungimento della condizione necessaria per l'efficacia dei vaccini stessi, che in gergo viene definita immunità di gregge, la condizione in cui l'insieme della popolazione (gregge) è completamente vaccinata e quindi immune alla specifica malattia.

L'obiettivo italiano sarebbe quello di raggiungere una percentuale del 95% della popolazione vaccinata, per ottenere, quindi, una soddisfacente ed efficace immunità di gregge.

Volendo tralasciare il fatto che per raggiungere una tale percentuale si dovrà aspettare ancora parecchio tempo dal momento che la misura è stata appena introdotta e vale solo per i più giovani tra gli italiani, quello che sin da subito è balzato ai miei occhi è un altro fattore da prendere in esame: gli stranieri, intesi come lavoratori, turisti, viaggiatori di passaggio e persone emigranti nel nostro Paese.

Lo scorso ottobre l'Istat aveva stimato in 403 milioni i turisti che nel corso del 2016 avevano visitato le città italiane.

I dati ufficiali sul 2017 non sono ancora stati comunicati, ma le proiezioni dei maggiori istituti lo definivano già nel corso dell'estate come "l'anno dei record".

Considerando che la maggior parte degli altri Paesi hanno un numero di vaccini obbligatori molto inferiore al nostro, se non nullo come abbiamo visto poco fa, si potrebbe mai raggiungere la famosa immunità di gregge? Si perché quest'ultima è già difficile e lunga da raggiungere se si considera la sola nostra popolazione, ma se prendiamo in considerazione anche la sola Europa, con la quale siamo estremamente e quotidianamente connessi, le cose si fanno ancora più complicate.

Notizie e spunti dal mondo

La questione si fa ancora più complessa se si considera un'informazione ulteriore che mi è capitato di leggere pochi giorni fa su un noto settimanale statunitense.

L'articolo in questione parlava di uno specifico vaccino, quello anti-influenzale, specificando come l'influenza di quest'anno sarà molto aggressiva, a causa di molteplici fattori tra cui in particolar modo uno che mi ha davvero incuriosito e stupito.

I virus, infatti, non hanno solamente un ceppo, ma ne hanno migliaia. Il singolo vaccino, invece, è efficace unicamente su uno specifico ceppo isolato. Ogni anno, in primavera per quanto riguarda l'influenza, un team di scienziati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) decide - per non dire scommette - in base al ceppo dell'influenza appena passata quale ceppo sarà probabilmente quello che interesserà l'inverno successivo.

Molte volte azzeccano la decisione, altre volte invece no. Senza contare, inoltre, che il processo di creazione dei vaccini non è affatto veloce, mentre un virus può evolvere molto rapidamente, con la conseguenza che il rischio di avere vaccini inefficaci non è assolutamente una fantasia o un'utopia.

Ci sono milioni di evidenze a favore dei vaccini, che in moltissimi casi hanno aiutato persone di ogni età ad evitare malattie gravi e altrettanti casi in cui essi hanno addirittura salvato vite umane. Ma considerando anche il rovescio della medaglia e tutto il suo contesto, la domanda rimane: renderne obbligatori dieci è un bene o un male?

È una decisione realmente giustificata da motivi di salute, o si scopriranno i soliti interessi miliardari e politici?

Chi vivrà, vedrà!

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