Da anni, le riunioni del Club bilderberg, serie di incontri privati a cadenza annuale inaugurati nel 1954 da David Rockefeller, eccitano i “complottisti” e scatenano la curiosità di tante persone. Per quel che si sa, è una sorta di meeting d’interscambio tra lobbisti, durante il quale, presumibilmente, viene tracciata una linea d’azione per l’anno a venire. Quest'anno la sede prescelta è Torino, dal 7 al 10 giugno.

Questa “dovrebbe” essere la mission del Bilderberg, ma poco si sa degli scopi esatti di questa associazione segreta, quindi si possono fare solo ipotesi.

Dopo la fondazione del Club Bilderberg, nacquero altre due società segrete, il Council on Foreign Relations e la Commissione Trilaterale, il cui ramo europeo venne presieduto fino al 2011 dall’ex premier Mario Monti e per la sezione italiana, dal 2018, dalla presidente della Rai Monica Maggioni.

L’appuntamento di Torino: esoterismo satanista o pragmatismo capitalista?

Alla proverbiale segretezza di questi appuntamenti, quest’anno si sommano due fattori, la scelta della città di Torino e il numero 66.

È risaputo che la città sabauda, con Lione e Praga, sia uno dei punti ideali del triangolo magico, esoterico e massonico, a ciò si aggiunga il numero di questo appuntamento, il 66esimo. Il sessantasei è un numero satanico, che rappresenta la perdita della fede, per abbandonarsi al materialismo.

Ovviamente tutte queste sono affascinanti congetture, generate dalla quasi totale segretezza del Bilderberg. Certamente, ad alimentare le ipotesi complottiste contribuisce non poco il fatto che, nonostante gli incontri siano affollati di giornalisti, non è mai trapelato nulla su ciò che viene deciso in quelle riunioni.

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Politica

Nella realtà dei fatti, dalla composizione dei delegati, possiamo immaginare un incontro tra multinazionali, accademici, politici e opinion leader con sensibilità globaliste. Considerato che scopo dei grandi monopolisti mondiali è il profitto, si va a individuare una macrostategia di mercato, che vada a tracciare il nuovo corso economico.

Gli invitati italiani

Agli incontri che si svolgono a porte chiuse, secondo la Regola della Chatham House, i partecipanti non potranno rivelare l’identità e le affermazioni fatte dagli oratori.

Ai lavori di Torino che si svolgeranno dal 7 al 10 giugno, oltre agli ospiti internazionali, l’Italia sarà rappresentata da Alberto Alesina, professore di Economia ad Harvard; Elena Cattaneo, direttrice del Laboratorio di Biologia delle cellule staminali all’Università di Milano.

John Elkann, presidente di Fiat Chrysler Automobiles; Lilli Gruber, giornalista e presentatrice a La7; Lucio Caracciolo, editore capo di Limes; Mariana Mazzucato, professore di Economia alla London University; Salvatore Rossi, direttore di Bankitalia; Vittorio Colao CEO di Vodafone Group e il cardinale Pietro Parolin, segretario dello Stato Vaticano.

Gli argomenti trapelati affronteranno le seguenti tematiche: Arabia Saudita e Iran; Calcolo quantico; Eventi di attualità; Gli Stati Uniti prima di mezzanotte; Il futuro del lavoro; Il mondo “post-verità; Intelligenza artificiale; La leadership mondiale degli Stati Uniti; La sfida della disuguaglianza; Libero scambio; Populismo in Europa; Russia. Possiamo concludere che “presumibilmente” il senso di questo incontro sarà molto concreto, nel segno del turbo-capitalismo neoliberista, ma un vertice del Gruppo Bilderberg senza un pizzico di zolfo non sarebbe meno affascinante, magico e fantasioso?

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