cagliari-Fiorentina, giocata in un ormai quasi consueto venerdì sera di serie A, è la partita in cui l'unico punto di incontro tra le due squadre, e soprattutto tra le due tifoserie, doveva essere il dolce ricordo di Davide Astori, compianto e amatissimo capitano di entrambe le compagini. L'applauso di tutto lo stadio, al tredicesimo minuto, unisce le due tifoserie e nessuno immagina che da lì a poco si registrerà un'altra, l'ennesima, pagina bruttissima del nostro calcio.

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All'88esimo minuto Federico Chiesa accorcia le distanze per la Fiorentina segnando il gol del 2-1 che può riaprire l'incontro. Poco prima però un tifoso cagliaritano, Daniele Atzori, allo stadio con sorella e amici, si accascia a terra in preda ad un malore; i soccorsi arrivano abbastanza velocemente ed è, mentre il povero Daniele viene soccorso, che si registra l'ennesima manifestazione di ignoranza, superficialità e cattiveria da parte di esseri umani che di umano probabilmente hanno ben poco.

Devi morire, cori dei sostenitori viola contro un tifoso del Cagliari - fanpage.it
Devi morire, cori dei sostenitori viola contro un tifoso del Cagliari - fanpage.it

Dal settore dei tifosi viola si alza un coro "devi morire, devi morire", la parte cagliaritana dello stadio non ode neanche questi ignobili cori, d'altronde si suppone che gli incivili fossero più o meno dieci. Il coro dura poco, Daniele viene portato via in barella, ma non avrà neanche il tempo di essere trasferito in ospedale, morirà lì, fuori dallo stadio. La partita finisce, il Cagliari conquista tre punti preziosissimi per la salvezza, la Fiorentina vede allontanarsi, con questa sconfitta, la zona Europa League.

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Amarezza e rabbia

La morte di Davide Astori, lo scorso anno, evidentemente non ha trasmesso alcun tipo di insegnamento. Professiamo amore, rispetto, solidarietà e generosità e poi si verificano ancora situazioni del genere. Viviamo in una società afflitta e insoddisfatta e il calcio è diventato ormai il luogo perfetto in cui riversare queste sofferenze, queste insoddisfazioni. Celebriamo il povero Davide come esempio di rispetto, gentilezza ed educazione e poi veniamo meno a tutti quei principi di cui lui era un fantastico rappresentante.

Viene da chiedersi, arrivati a questo punto, a cosa serva applaudire al tredicesimo minuto di ogni partita se poi non crediamo, non rispettiamo quelli che erano i sani principi di Davide. Il povero Daniele sarà sepolto con la maglia di Gigi Riva sul suo feretro, se ne andrà con la sua passione per il Cagliari, accompagnato sicuramente, come già sottolineato dal presidente rossoblu Tommaso Giulini, dal caro buon Davide.

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