Il Calciomercato si sa, non conosce sosta e ancor più con un campionato che ha già un vincitore e poche emozioni residue da raccontare. Le raffiche di pseudonotizie e i rumors di mercato si fanno sempre più incessanti. L’argomento cardine di questi giorni, divenuto oramai un tormentone è il futuro di mister Allegri.

Resta o va? Rinnova e continua la sua carriera sulla panchina della Juve o lascia la guida dei bianconeri dopo 5 anni di successi?

La situazione attuale

Attualmente la situazione di Allegri è abbastanza chiara, almeno stando alle parole del tecnico e della dirigenza Juventina. Il mister ha già ribadito più volte la sua volontà di rimanere al timone della nave juventina, sicuro di un progetto vincente e carico di motivazioni per la nuova stagione.

La società si è pronunciata attraverso la viva voce del presidente Agnelli che, al termine della brutta eliminazione dalla Champions contro l’Ajax, ha confermato Max sulla panchina bianconera anche per la prossima stagione.

Frasi di circostanza o fiducia nel progetto?

Tutto dipenderà dall'incontro decisivo tra la proprietà del club e l’allenatore. Incontro che si avvicina e che dissiperà tutti i dubbi in merito alla giuda tecnica della nuova Juve 2019/2020. Un nodo cruciale è certamente rappresentato dal contratto del mister che è in scadenza la prossima stagione e nel mondo del calcio, si sa, non si inizia una stagione con un allenatore in scadenza.

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Molto dipenderà dalle richieste del tecnico al club, in termini di adeguamento contrattuale e della “lista della spesa” in entrata e in uscita, che il mister presenterà alla società.

Cambiare o confermare

Al netto di tutte le dichiarazioni sono in molti i tifosi che vorrebbero cambiare la guida tecnica juventina. Nonostante i 5 scudetti consecutivi, 4 coppe Italia, 2 Supercoppe Italiane e 2 finali di Champions, Allegri non è mai stato particolarmente amato da una buona fetta del tifo bianconero, ed oggi più che mai, sono in tanti a volerlo lontano da Torino.

Il mister ha dimostrato di saper leggere le partite come pochi altri allenatori in Europa, ed ha certamente contribuito alla crescita e la valorizzazione di diversi giocatori (Pogba, Morata, Bentancur, per citarne alcuni) dando alla Juve una connotazione più “Europea”. Ciò nonostante il ciclo di Max sembra essersi esaurito, ha perso lo smalto delle magiche notti di Champions delle passate stagioni e la recente lite in tv è la prova lampante di una tensione che non s'addice ad un allenatore vincente come lui, per di più da neo scudettato.

Le voci sul “dopo Allegri” si susseguono, tra chi vorrebbe vedere il Tiki Taka di Guardiola vestito di bianconero, chi spera in un ritorno di Conte, trascinatore e passionale aizzatore di folle; chi invece vedrebbe volentieri addirittura lo Special One Mourinho, l’acerrimo nemico sulla panchina bianconera. La società juventina però non ragiona di pancia, piuttosto pianifica, progetta e infine decide.

Le dichiarazioni e i contratti non rappresentano più garanzia di permanenza né dei giocatori né, tanto meno, degli stessi tecnici. Ecco che allora le prossime settimane saranno fondamentali per capire se la Juve vorrà ancora continuare con un tecnico fra i più vincenti di sempre in Italia, o invertire la rotta, cambiare pelle e stile di gioco per inseguire ancora tanti successi.

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