Sono giorni caldi per il Calciomercato in Italia e in quasi tutta Europa, siamo a metà agosto e molte trattative stanno diventando veri e propri tormentoni estivi, pensiamo a Dzeko, Icardi, Dybala e molti altri. Il problema è che molti affari andranno in porto gli ultimi giorni o alcuni addirittura negli attimi finali, prima del gong del 2 settembre.

C'è una riflessione che viene subito alla mente degli appassionati: dopo che nella passata stagione si era virato verso la chiusura del calciomercato il giorno prima dell'inizio del campionato di Serie A, il Presidente della Figc Gravina, insieme al Consiglio Federale nel maggio scorso, ha preferito tornare all'antico, con la finestra estiva aperta dal 1 luglio al 2 settembre, e quella invernale dal 2 al 31 gennaio 2020.

Gravina spiegò questa decisione con queste parole: "Siamo in linea con le altre federazioni".

Come dargli torto, se si va a vedere, a parte l'Inghilterra (che ha deciso di chiudere la sessione estiva di calciomercato il 7 agosto, poche ore prima dell'inizio della Premier League), anche in Francia, Spagna, Germania, Olanda e altri paesi europei si andrà al 2 settembre come in Italia.

Il calcio inglese è il modello perfetto e sempre avanti su tutta la linea

Non saranno le date del calciomercato che cambieranno i risultati sportivi delle squadre, però se il movimento calcistico inglese (che domina da anni e ha dato la sua dimostrazione di forza proprio nelle coppe europee nella stagione scorsa con le due finali di Champions League ed Europa League che hanno visto protagonisti solo club inglesi), ha deciso in questo senso, forse si potrebbe prendere esempio.

Se il calcio inglese, che è il prodotto più venduto e seguito al Mondo, attraverso i suoi vertici ha deciso diversamente da tutti gli altri paesi, una motivazione ci sarà.

Andando a fare una dimostrazione pratica, pensiamo all'allenatore della Juventus Sarri, che rischia di iniziare la stagione ufficiale, con 5-6 esuberi, infatti ad oggi è difficile pensare che prima del 24 agosto si riesca a fare così tante cessioni. Lo stesso discorso vale anche per le "piccole" di serie A, ma anche per le squadre di Serie B e C.

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Decisione che complica il lavoro di allenatori e staff

Insomma riflettendoci: i club si trovano giocatori scontenti più a lungo nelle proprie rose, gli allenatori perdono tempo a lavorare con calciatori che sanno di andare via, oltre ad avere con sè gli eventuali nuovi giocatori funzionali al progetto di gioco, dopo la seconda giornata, con i club falcidiati dalle assenze per la pausa delle nazionali e con il debutto della Champions alle porte.

In Inghilterra tutti questi problemi non se li pongono: iniziano i primi di agosto, giocano due Coppe di Lega e attuano il boxing day, altro esperimento che in Italia aveva dato buoni risultati ma già messo in soffitta, e alla fine dominano in Europa appassionando tutti con il loro bel calcio.

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