La stagione 2019/2020 è iniziata con lo stesso trend delle stagioni passate sule presenze in campo di calciatori di nazionalità italiana. I dati della stagione passata furono inclementi. La Juventus campione d’Italia aveva nella formazione titolare solo Bonucci e Chiellini, con sporadiche presenze di Bernardeschi e De Sciglio.

E’ triste assistere a un derby d’Italia tra l’Inter e la Juve e vedere in campo, tra le due squadre un massimo di quattro calciatori italiani. E’ un problema per le nazionali.

E’ un problema per tutto il movimento. Soffrono i vivai e i settori giovanili. Alcuni storici vivai come quelli del Torino e dell’Atlanta non riescono a far debuttare più i giovani nella massima serie. La dea è sempre stata, storicamente, una squadra che puntava sui giovani italiani. Oggi la sua formazione tipo al 90% è con passaporto straniero.

I campionati minori, dalla lega pro fino all’interregionale, sono l’unica vera 'cantera' dove far maturare i rampolli del calcio italico. La stessa serie B, per motivazioni di natura politico sportiva ed economica, è sulla scia della massima serie, saturando le rose con giocatori provenienti da tutto il mondo.

Le ragioni di questa tendenza

Far debuttare un calciatore italiano, significa averlo formato nei vivai e nei settori giovanili. Occorre un lavoro di lungo investimento. E’ più facile spendere 100.000 € per un ragazzo di 18 anni e rivenderlo poi a due milioni. Acquistare il cartellino di un giovane africano, dell’Est Europa o del Sud America, ha costi inferiori. Spesso bisogna accordarsi solo con le famiglie o con i procuratori.

Il discorso delle plus valenze

La plus valenza è il differenziale che si genera nella differenza tra il costo di acquisto del cartellino di un giocatore e i ricavi di un futura cessione.

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Maggiore è questa differenza o plus valenza, più alte sono le possibilità di generare una entrata per le casse dei club che possono utilizzare per futuri acquisti. I bilanci dovrebbero basarsi su l’equilibrio di bilancio. Le spese devono essere pari alle entrate. La presenza di calciatori stranieri è frutto anche del problema dell’equilibrio dei bilanci. Bilanci sempre più virtuali e meno reali.

Il problema dei vivai e dei settori giovanili

Un calciatore italiano o uno europeo ha un costo mediamente alto è difficile generare una plus valenza se il giocatore non viene venduto a cifre a doppio zero.

La plus valenza è uno dei motivi perché non vediamo calciatori italiani in Serie A. C’è un altro problema, più strutturale e culturale, l’incapacità dei vivai e dei settori giovanili a formare calciatori. Il talento è naturale, ma un buon calciatore si può formare e costruire. La FIGC sta investendo tantissimo, i primi risultati si stanno vedendo nelle nazionali giovanili. L'Italia sta ben figurando in tutte le manifestazioni internazionali giovanili.

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